Taiwan, iniziati cinque giorni di grandi manovre anti-Cina

Image from askanews web site
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Roma, 25 lug. (askanews) - Gli aerei da guerra hanno solcato oggi i cieli di Taiwan, per segnare l'avvio di cinque giorni di grandi esercitazioni militari che simulerano un'invasione da parte della Cina, in un momento di alta tensione nei rapporti tra Pechino e Taipei.

Secondo quanto riferisce il South China Morning Posto, oggi sono iniziate le manovre Han Kuang e, per quanto riguarda le esercitazioni di protezza aerea, i voli dell'operazione Wan An. A dare il via a tutto sono stati gli aerei da combattimento taiwanesi e gli F-16 di produzione Usa in forza alle basi dnel sud-ovest dell'isola.

Nelle esercitazioni aeree di oggi è stato utilizzato anche un aereo da trasporto Hercules C-130, per il trasporto di ricambi e componenti per gli aerei da guerra. A terra hanno operato radar mobili.

Intanto sono entrati in stato di prontezza operatia le navi da guerra e le truppe nei principali porti e nelle base di Penghu (Pescadores), Quemoy, Kinmen e Matsu.

A quanto ha comunicato Taipei, i primi due giorni saranno dedicati alla difesa aerea, il terzo giorno alla marina ed esercito, il quarto e quinto giorno invece alla difesa nazionale.

Secondo il SCMP, la presidente Tsai Ing-wen osserverà le manovre marittime, che vedranno coinvolte 20 navi da guerra, da bordo del cacciatorpediniere Keelung.

E' coinvolta anche la popolazione civile. Già oggi, alle 13.30 locale, sono suonate le sirene degli attacchi aerei e le persone sono dovute correre ai rifugi. Chi non ha ottemperato rischia una multa fino a 150mila dollari di Taiwan, cioè 5mila euro.

Le esercitazioni sono ormai una consuetudine dal 1978, ma sono diventate particolarmente pressanti negli ultimi anni a causa dell'aumentata tensione con Pechino.

Quest'anno, in particolare, l'accresciuto livello di tensione a livello globale le ha rese particolarmente sentite. A peggiorare la situazione è stato l'annuncio che la speaker della Camera dei rappresentanti Usa Nancy Pelosi potrebbe diventare il funzionario di più alto livello a visitare Taiwan dal riconoscimento americano della Repubblica popolare cinese.

Pelosi intende visitare l'isola il prossimo mese. Il ministero degli Esteri cinese ha già espresso tutto il suo disappunto, affermando che si tratterebbe di una "violazione della sua sovranità sull'isola" e che Pechino "dovrà assumere forti misure per rispondere risolutamente".

Il presidente Usa Joe Biden ha fatto capire di non apprezzare l'iniziatriva di Pelosi, ricordando che per il Pentagono "non si tratta di una buona idea in questo momento".

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