Tajani: se ex Ilva chiude è un favore a Cina e Turchia

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Roma, 5 nov. (askanews) - "Se chiude l'Ilva dovremo acquistare acciaio dalla Turchia e dalla Cina, due Paesi che già stanno invadendo il nostro mercato con una concorrenza sleale. Un acciaio che verrà venduto a 350 euro a tonnellata piuttosto che le 500 del prezzo di mercato, colpo durissimo alla siderurgia del nostro Paese, si indebolisce tutto il comparto nel nostro Paese per insipienza del Governo". Lo ha detto Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, nel corso di una conferenza stampa trasmessa in diretta Facebook, commentando la vicenda dell'ex Ilva di Taranto e l'annuncio di ArcelorMittal di voler lasciare la gestione dell'impianto siderurgico tarantino.

"Non possiamo permettere - ha aggiunto - che l'acciaio venga ucciso da una concorrenza sleale della Cina e della Turchia. Insomma, questa politica è una politica di intelligence con il nemico commerciale dell'Italia e dell'Europa, errori gravissimi che se non corretti faranno pagare all'Italia e al Mezzogiorno un prezzo altissimo".

"Abbiamo chiesto al Governo - ha sottolineato Tajani - di venire in aula a riferire sulla preoccupante vicenda dell'ilva. Le scelte dei governi Conte rischiano di far chiudere la più grande azienda siderurgica d'Europa. Per una serie di errori, per una serie di capricci, per una serie di iniziative del M5S legate solo alla ricerca del consenso elettorale si colpisce il cuore della produzione industriale italiana. Non soltanto si costringono investitori stranieri a lasciare il Paese ma per l'ennesima volta si dimostra che non esiste una politica industriale. Non esiste una strategia per la vicenda Ilva di Taranto. L'Italia è il secondo Paese manifatturiero d'Europa e la settima potenza economica mondiale, non può permettersi di fare a meno dell'acciaio", ha sottolineato ancora l'esponente azzurro.