I talebani reprimono nuova protesta di donne, uccisa poliziotta in casa

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KABUL, AFGHANISTAN - SEPTEMBER 04: A group of women stage a rally calling on the Taliban to ensure equal rights in the country and allow them to be contributing members of Afghan society, in Kabul, Afghanistan on September 04, 2021. (Photo by Bilal Guler/Anadolu Agency via Getty Images) (Photo: Anadolu Agency via Anadolu Agency via Getty Images)
KABUL, AFGHANISTAN - SEPTEMBER 04: A group of women stage a rally calling on the Taliban to ensure equal rights in the country and allow them to be contributing members of Afghan society, in Kabul, Afghanistan on September 04, 2021. (Photo by Bilal Guler/Anadolu Agency via Getty Images) (Photo: Anadolu Agency via Anadolu Agency via Getty Images)

Una poliziotta è stata uccisa dai talebani in Afghanistan. Lo hanno denunciato i familiari della donna alla Bbc. L’agente, Banu Negar, è stata freddata nella sua casa di fronte ad alcuni parenti a Firozkoh, capitale della provincia centrale di Ghor. Negar, che lavorava nella prigione locale, era incinta di otto mesi. I familiari della vittima hanno mostrato alla Bbc la foto del corpo della vittima, mentre alcuni testimoni si rifiutano di parlare temendo ritorsioni. Uno di loro ha però riferito che i talebani coinvolti parlavano arabo.

Il gruppo fondamentalista ha interrotto a Kabul una protesta delle donne scese nuovamente per le strade della capitale afghana per chiedere che vengano rispettati i loro diritti, la possibilità di lavorare e di far parte del nuovo governo. La Bbc riferisce che la manifestazione è stata dispersa con l’uso di lacrimogeni e spray al peperoncino, mentre le donne si dirigevano verso il Palazzo presidenziale. Secondo quanto riporta l’emittente Tolo News, i Talebani sostengono che la protesta è andata fuori controllo e per questo è stato necessario intervenire.

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I talebani hanno anche stabilito che le donne che frequentano le università private afghane, che riaprono domani, dovranno indossare un abito abaya e un niqab che copra la maggior parte del viso, secondo quanto imposto dai talebani. Un lungo documento diffuso dal ministero dell’Istruzione superiore dei talebani, impone anche che le studentesse abbiano solo insegnati donne. Il decreto si applica ai college e alle università privati, che si sono moltiplicati dopo la fine del primo governo dei talebani nel 2001. In quel periodo, le ragazze e le donne erano per lo più escluse dall’istruzione. 

Al momento alle donne non viene imposto l’uso del burqa, che, insieme al niqab negli ultimi anni era pressoché scomparso dalle strade di Kabuled era più diffuso in altre città e nei piccoli centri. “Le università sono tenute a reclutare insegnanti di sesso femminile per le studentesse” si legge nel decreto, che impone a uomini e donne di utilizzare ingressi e uscite separati. Se non è possibile assumere insegnanti donne, allora “i college dovrebbero cercare di assumere insegnanti anziani che abbiano un buon comportamento è l’alternativa concessa”.

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Le donne ora devono studiare in classi separate, devono anche terminare la lezione cinque minuti prima degli uomini per impedire momenti di socializzazione all’esterno delle aule. Le donne devono restare nelle sale d’attesa fino a quando gli non abbiano lasciato l’edificio, secondo il decreto emesso dal ministero dell’Istruzione superiore talebano. “È un piano difficile: non abbiamo abbastanza insegnanti o classi femminili per separare le studentesse dagli studenti, ma il fatto che sia permesso alle ragazze di andare a scuola e di frequentare le università è un grande passo positivo” ha commentato un docente universitario che ha chiesto l’anonimato. 

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Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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