Tampon tax, il Lazio verso la riduzione dell'Iva al 4%

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‘Il ciclo non è un lusso’. Uno slogan che, più di altri, incarna la lunga battaglia rispetto a una tassa spesso definita ‘iniqua’, ovvero l’Iva al 22% che grava sui prezzi degli assorbenti. Una battaglia portata avanti soprattutto da movimenti femministi (ma non solo) con l’obiettivo di abbattere la cosiddetta tampon tax fino ad arrivare al 4%, aliquota prevista per i beni di prima necessità. Un passo avanti l’ha fatto di recente il governo Draghi che ha inserito in manovra il taglio dell’Iva al 10% sui prodotti di igiene femminile. Intanto, la Regione Lazio va oltre e procede spedita per l’approvazione di una proposta di legge, a prima firma della consigliera Sara Battisti, per l’istituzione del Bonus assorbenti.

“Ho depositato questa proposta di legge in una data significativa, ovvero l’8 marzo di quest’anno, quando sembrava essere ormai sfumata la possibilità che si facesse qualcosa a livello nazionale – sottolinea all’Adnkronos Sara Battisti, vicesegretario regionale del Partito Democratico - Ho voluto lanciare un segnale importante al governo, dare una scossa. Chiaramente l’Iva è un’imposta nazionale, non possiamo diminuirla a livello regionale. Per questo, con l’aiuto dei tecnici della Regione e del mio legislativo, abbiamo studiato la possibilità di restituire alle donne con un reddito sotto i 20.000 euro l’Iva che pagano in eccesso”.

“Essendo la prima Regione in Italia a promuovere una legge simile – spiega la presidente della commissione regionale Affari Istituzionali -, è stato più complesso trovare lo strumento adeguato. Abbiamo infine pensato ad un cashback della differenza tra l’Iva che le donne ingiustamente pagano - che è al 22% - e l’Iva che dovrebbero pagare, ovvero il 4%. Quella differenza la restituirà direttamente sui conti correnti la Regione Lazio, grazie ad un’apposita applicazione. Ma non è tutto: quello che vogliamo fare è lavorare sull’educazione sessuale nelle scuole: è spaventoso che troppe giovani donne non conoscano come funziona il ciclo e che questo argomento sia un tabù. La nostra intenzione è combattere lo stigma del ciclo e lavorare per ridurre la cosiddetta ‘period poverty’, la difficoltà di molte donne in condizioni economiche svantaggiate di avere un’adeguata igiene intima: in Italia non se ne parla ma è un fenomeno fin troppo diffuso”.

La proposta n. 279 dell’8 marzo 2021, approvata in IX Commissione alla Pisana, prima di approdare in Aula, passerà in IV Bilancio. Da parte sua, il consigliere regionale Fabio Capolei (Fi), componente della Commissione Bilancio, anticipa: "sosteniamo la proposta di legge n. 279 per abbattere la Tampon Tax, la tassa sugli assorbenti, un tema molto sentito anche a livello nazionale. Siamo a favore di misure a sostengo delle donne, in questo caso di una pl che punta a equiparare i prodotti igienici femminili ai beni di prima necessità, riducendo il costo dell’Iva. In Commissione Bilancio lavoreremo in modo costruttivo per portare il testo in Aula quanto prima. Queste leggi non hanno colore politico".

Secondo Battisti “i tempi per il via libero definitivo saranno abbastanza celeri. Sarà un bel segnale della Regione Lazio al nostro governo; anche se l’Iva venisse ridotta al 10%, come auspico, noi vogliamo lanciare il messaggio che ancora non è abbastanza: l’Iva deve essere ridotta al 4% come, di fatto, stiamo già facendo noi”.

D'altronde, mette in evidenza la collega Valentina Grippo, coordinatrice di Azione nel Lazio: "sapete quanto spende una donna per i propri assorbenti? Facendo una media, parliamo di circa 126 euro in un anno, calcolando che una confezione da 14 pezzi costa circa 4-5 euro e, di solito, sono necessarie almeno due confezioni. Di questi, pensate, ben 22,88 euro provengono dall’imposizione dell’Iva. Una situazione, onestamente, insostenibile". Per questo, continua la vicepresidente della IX Commissione che ha sottoscritto la proposta di legge regionale, l'iniziativa "è sicuramente un passo straordinariamente importante che anticipa altri interventi nazionali e spero che verrà presto rafforzata dall'approvazione del disegno di legge presentato in Senato da Matteo Richetti che prevede anche l’erogazione di un credito di 50 euro per le donne dai 18 ai 50 anni da versare sulla loro tessera sanitaria e la distribuzione gratuita di prodotti igienici femminili nelle scuole medie e superiori".

Battisti, dopo aver ricordato la "bella condivisione" in IX Commissione e ringraziato "la Presidente Mattia e tutti i colleghi commissari che attraverso la fase emendativa hanno reso la proposta ancora più concreta", rimarca che si tratta di "una battaglia di civiltà: a livello occidentale siamo l’ultima ruota del carro (e lo saremmo anche con l’Iva al 10%). Faccio alcuni esempi: in Francia è al 5,5%, in Portogallo e nei Paesi Bassi al 6%, nel Regno Unito è stata abolita del tutto, in Nuova Zelanda gli assorbenti sono distribuiti gratuitamente. Guardando a questi esempi sarebbe importante mettere da parte la battaglia politica e lavorare in maniera concertata, almeno su questi temi non dovrebbe esserci colore politico”.

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