“Tampone al kiwi positivo”: la disinformazione sui test rapidi sui social

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Immagini tratte da video condivisi sui social media (Photo: Social)
Immagini tratte da video condivisi sui social media (Photo: Social)

L’ultima follia di chi non riesce a convincersi dei risultati scientifici in fatto di Covid e test diagnostici, nonostante l’impegno della comunità medica e paramedica nel contrastare la diffusione della pandemia negli ultimi due anni, riguarda i test rapidi fai-da-te e i social media. Su TikTok e Facebook video di tamponi fai-da-te che mostrano risultati positivi dopo essere stati testati su acqua potabile e succo di frutta sono diventati virali nelle ultime settimane negli Stati Uniti, e sono stati utilizzati per incentivare la falsa narrativa secondo cui i test rapidi non funzionano. Il trend è partito negli Stati Uniti per poi diffondersi anche in Italia.

Un articolo del New York Times racconta che il 29 dicembre 2021, The Gateway Pundit, un sito web di estrema destra che spesso diffonde teorie del complotto, ha pubblicato un articolo in cui implicava falsamente che i Centers for Disease Control and Prevention statunitensi (CDC) avevano revocato l’autorizzazione a tutti test anticovid rapidi perché poco affidabili. L’articolo ha raccolto 22mila Mi piace, commenti e condivisioni su Facebook e Twitter. Tutto falso.

Un video pubblicato su TikTok che mostrava un test casalingo risultato positivo dopo essere stato messo sotto l’acqua corrente è stato condiviso almeno 140mila volte. E su YouTube, un video intitolato “Test antigenici rapidi sfatati” è stato pubblicato il primo gennaio 2022 dal sito web di estrema destra canadese Rebel News. Ha generato oltre 50mila visualizzazioni e la sua sezione commenti è un focolaio di disinformazione. “Lo scopo di questi test è mantenere il numero di casi il più alto possibile per tenere alta la paura e l’incentivo per ulteriori restrizioni”, ha scritto un utente in un commento con più di 200 Mi piace. “E ovviamente il profitto”.

Ma le cose non stanno così: come riporta il New York Times, gli esperti hanno chiarito che un test può mostrare un risultato positivo se usato su alcuni liquidi domestici, ma i tamponi rimangono affidabili se usati nel modo corretto.

La disinformazione sui test di Covid-19 è aumentata nei social media nelle ultime settimane, in Usa così come in Italia, e il dilagare della disinformazione minaccia di ostacolare ulteriormente gli sforzi pubblici per tenere sotto controllo la crisi sanitaria. Tra le fake news più diffuse negli Stati Uniti la falsità che i test rapidi non funzionano, che i numeri di casi di influenza e Covid-19 sono stati combinati, che i test sono vaccini sotto mentite spoglie e che i test rapidi a domicilio danno un risultato predeterminato. Tutti questi temi sono entrati nei trend topic negli ultimi tre mesi del 2021 in Usa.

Il 23 dicembre 2020 un video su YouTube ha mostrato che i test rapidi sono diventati positivi dopo essere stati testati su succo di kiwi, arancia e frutti di bosco. Il filmato ha raccolto oltre 102mila visualizzazioni. Nello stesso mese è stato pubblicato su YouTube un altro video che ha mostrato gli stessi risultati con la Coca-Cola, raccogliendo 16.800 visualizzazioni. Un anno dopo, su TikTok e Instagram sono apparsi una serie di video simili sullo stesso tema.

Ma anche in Italia la deriva degli anti vaccinisti – o comunque di chi non riesce a convincersi della razionalità scientifica in tema di Covid e test diagnostici – si è riversata sui social media. Se su Youtube e Instagram non si trovano contenuti analoghi a quelli spopolati negli Stati Uniti, su Tik Tok Italia e su Facebook, con gli hashtag “tamponi falsi positivi”, “tampone positivo acqua di rubinetto” e “tampone positivo succhi di frutta” è pieno di video di utenti che provano a immergere i tamponi in acqua, succo e birra, seguendo il trend americano, e che si stupiscono e indignano del risultato positivo, ignorando completamente il fatto di aver eseguito il test in modo errato. “È solo un business”, scrive l’utente nella descrizione del video.

“Alcuni medici si divertono a fare il tampone all’acqua. Positivo ovviamente! – scrive un utente su un video condiviso su Facebook - Il vero business non sono i vaccini ma quello che ne deriverà dopo. Ma il più grande di tutti non sono né gli uni né gli altri ma sono sotto gli occhi di tutti e sono i tamponi. Quelli non li toglieranno mai più. Saranno solo sostituiti con quelli nuovi di proprietà di Bill Gates e Soros”.

Questi filmati hanno collezionato migliaia di like e condivisioni. Addirittura sempre su Tik Tok compare il video (mandato in onda dalla trasmissione “Non è l’arena”) in cui un medico, Mariano Amici, diventato un simbolo dei No Vax e No Pass in Italia, effettua vari tamponi su diversi frutti, tra cui kiwi, arance, pere, banane e uva. Alcuni di questi risultano positivi e al momento dell’esito Amici si chiede sarcastico: “Nella frutta non ci può essere l’antigene ricercato dai tamponi, e come mai risultano positivi? È come la calamita. Se il ferro c’è lo attrae, se non c’è non lo attrae”.

Ma la risposta alla domanda “retorica” che si pone Amici - e tutti gli utenti non convinti dei risultati dei tamponi immersi in acqua e succhi di frutta anziché usati correttamente - è tuttavia banale. Lo stesso New York Times chiarisce la questione, specificando che nessun test medico è perfetto, e le domande, legittime, sull’accuratezza dei tamponi Covid-19 non sono mancate durante la pandemia.

Occorre specificare innanzitutto che c’è sempre stato il rischio di un risultato falso positivo o falso negativo. La Food and Drug Administration statunitense ha affermato che è concreta la possibilità che i test antigenici restituiscano risultati falsi positivi se gli utenti non seguono le istruzioni su come effettuarli. Il dottor Glenn Patriquin, assistente professore di patologia presso la Dalhousie University in Canada, che ha pubblicato uno studio sui falsi positivi nei test antigenici che utilizzano vari liquidi in una pubblicazione dell’American Society for Microbiology, ha spiegato: “Questi test sono abbastanza affidabili se usati correttamente, ma in alcuni casi possono restituire un risultato positivo se esposti ad altri liquidi. L’uso di un fluido con una composizione chimica diversa da quella progettata può dare dei risultati imprevedibili”.

TikTok e Youtube hanno provato a difendersi, schierandosi contro quest’onda di anti vaccinisti e negazionisti, e sottolineando tutte le azioni compiute per arginare la diffusione di questi contenuti. Come scrive il New York Times, TikTok ha sottolineato l’esistenza di sue precise politiche contro la disinformazione, YouTube ha affermato che sta rivedendo i video condivisi dagli utenti, che vanno contro le sue politiche di informazione su Covid e test diagnostici. Twitter ha dichiarato di aver segnalato l’articolo di The Gateway Pundit a dicembre per aver violato la sua politica di disinformazione sul coronavirus e che anche i tweet contenenti informazioni false su metodi di test violerebbero la sua politica. Facebook ha affermato invece di aver collaborato con i suoi fact-checker per identificare e rimuovere i post in questione. “Le sfide della pandemia sono in continua evoluzione, e stiamo costantemente monitorando l’emergere di false affermazioni sulle nostre piattaforme”, ha affermato in un’e-mail Aaron Simpson, un portavoce di Facebook. Il Gateway Pundit, invece, non ha risposto a una richiesta di commento. Ma le fake news stanno aumentando, nonostante gli sforzi delle società di social media per reprimerle.

La conoscenza scientifica, in evoluzione, sui test diagnostici dovrebbe essere un problema distinto dalle bugie che si sono ampiamente diffuse sui social media. Kolina Koltai, ricercatrice dell’Università di Washington che studia teorie del complotto online, sulle pagine del New York Times ha affermato: “Le fake news come queste spingono le persone a non fidarsi dei numeri delle infezioni o del conteggio delle vittime”. Un rischio da cui dovremmo tenerci lontani, soprattutto in questo momento, in cui i contagi stanno raggiungendo ogni giorno numeri record in tanti Paesi e la pressione sui sistemi sanitari di tutto il mondo si fa sempre più pesante.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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