Tamponi, vaccini e misure: botta e risposta Borgonovo-Richeldi

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Green pass, vaccini, tamponi e misure. Botta e risposta ieri sera a Otto e Mezzo tra il vice direttore de La Verità Francesco Borgonovo e il prof. Luca Richeldi, direttore di pneumologia al Gemelli di Roma. "Scienziati nel panico come titola La Verità?", la domanda di Lilli Gruber cui Borgonovo replica: "Continuiamo ad aggiungere norme su norme e a vantarci di essere migliori. Secondo me le cose sono due: o non siamo in una situazione di emergenza perché le terapie intensive sono all'11% e i reparti ordinari al 13%, perché magari la variante Omicron è più contagiosa ma meno letale, e allora non servono più misure e serve proseguire con qualche precauzione ma con meno ansia, oppure siamo in una situazione drammatica e allora servono più misure, serve un inasprimento. Il fatto che siano in confusione gli esperti - continua il giornalista - lo dimostra il fatto che lo stesso professor Richeldi poco fa ci ha detto che magari servirà un tampone per i vaccinati. Ora, io mi ricordo quando Burioni, Capua, Bassetti, Ricciardi, Sileri ci dicevano che prima con il Green pass avremmo risolto tutto, poi con il vaccino, e adesso scopriamo che - guarda un po' - le persone si contagiano anche da vaccinate".

Pronta la replica del prof Richeldi: "I risultati in medicina - dice - si vedono alla fine della cura. Vorrei però ricordare che siamo uno di quei Paesi in cui, e nonostante la campagna vaccinale sia andata meglio che in altri, non si è mai lasciate indietro le misure di protezione individuali, cioè le mascherine, la riduzione degli assembramenti, proprio perché si sapeva che il vaccino non è uno scafandro con il quale non si viene più a contatto col virus. Ma, come dimostrano gli studi, quando i vaccinati si contagiano, lo fanno per un tempo inferiore".

"Allora mi deve spiegare il Green pass a cosa serve, professore - la controreplica di Borgonovo -. Abbiamo spiegato alle persone che sarebbero state al sicuro ma ora gli viene detto che devono fare il tampone. Quindi o serve il Green pass o servono i tamponi...". "Il Green pass - ribatte Richeldi - è servito per due scopi: per proteggere i non vaccinati ed evitare che entrassero in situazioni di maggior rischio, il secondo motivo è l'incentivo alla vaccinazione, che funziona stando ai dati delle terapie intensive".

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