Tangenti in Brasile: fratelli Rocca non processabili in Italia

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Milano, 26 mag. (askanews) - Non doveva essere celebrato in Italia il processo a carico di Gianfelice Rocca, numero uno del gruppo Techint, presidente dell'Istituto clinico Humanitas nonchè ex presidente di Assolombarda, di suo fratello Paolo Rocca e del loro cugino Roberto Bonatti, finiti sul banco degli imputati per il caso delle presunte tangenti alla brasiliana Petrobas. Lo ha stabilito il Tribunale di Milano che ha dichiarato "non doversi procedere" nei loro confronti evidenziando che "l'azione penale non doveva neppure essere iniziata per difetto di giurisdizione". La procura di Milano, rappresentata in aula dal pm Donata Costa, aveva chiesto di condannare tutti i tre imputati a 4 anni e 6 mesi ciascuno per corruzione internazionale.

I fratelli Rocca e Bonatti sono tutti soci e amministratori di San Faustin, la holding lussembughese che controlla il gruppo Techint. Secondo la ricostruzione della procura di Milano, tra il 2009 e il 2014, San Faustin avrebbe pagato tanegenti per 6,6 milioni a un direttore della società pubblica brasiliana Petrobas in cambio di una serie di contratti di fornitura di tubi dal valore complessivo di 1,4 miliardi di euro. La pubblica accusa aveva chiesto anche di condannare la stessa San Faustin, finita sul banco degli imputati per responsabilità amministrativa di società per reati commessi dai propri dirigenti, al pagamento di una sanzione pecuniaria di 1,239 milioni di euro e alla confisca di 6,592 milioni.

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