Tangenti, Caianiello: Comi mi chiese di intercedere con Gelmini

Fcz

Milano, 14 nov. (askanews) - "Lara Comi voleva che io intercedessi in suo favore nei confronti di Maria Stella Gelmini per creare le condizioni di un sostegno in favore della sua ricandidatura" alle ultime elezioni europee. Lo ha fatto mettere a verbale Gioacchino Caianiello, il presunto "burattinaio" del sistema di tangenti, spartizione degli appalti, nomine pilotate e finanziamenti illeciti in Lombardia, nell'interrogatorio del 2 settembre scorso davanti ai magistrati milanesi.

Secondo quanto riferito da Caianiello ai pm, dopo la sua mancata candidatura alle elezioni politiche del 4 marzo 2018, Lara Comi "ha iniziato a spaventarsi fortemente per la sua rielezione al Parlamento Europeo" e proprio per questo "ha inziato ad andare spasmodicamente alla ricerca di finanziamenti e alleanze politiche che potessero garantirle la rielezione". L'ex coordinatore di Forza Italia a Varese ha parlato in particolare ai magistrati di "un episodio che si è verificato tra la fine del 2018 e l'inizio del 2019 presso la casa dell'onorevole Gelmini a Milano" dove erano presenti "io, la Comi, Gelmini e Marco Bonometti", il presidente di Confindustria Lombardia indagato per finanziamento illecito a favore della stessa ex eurodeputata forzista: "In particolare la Comi voleva che io intercedessi in suo favore nei confronti della Gelmini per creare le condizioni di un sostegno in favore della sua ricandidatura. Allo stesso modo anche Bonometti nel corso di quella riunione si spese con la Gelmini in favore della Comi. Registrai in quell'occasione un rapporto molto stretto tra la Comi e Bonometti, oltre che tra quest'ultimo e l'onorevole Gelmini".