Tangenti, Comi ad amica: non rispondere al telefono, usa Telegram

Fcz

Milano, 14 nov. (askanews) - Prima un suggerimento: "Scarica Telegram che è più comodo". Poi una raccomandazione: "Ciao! Se dovessero chiamarti non rispondere nè al telefono nè agli sms. Poi ti spiego". E' questo il tenore dei messaggi inviati a gennaio scorso da Lara Comi, finita oggi ai domiciliari nell'ambito di uno dei filoni di inchiesta sul presunto sistema di tangenti, spartizione degli appalti, nomine pilotate e finanziamenti illeciti in Lombardia, alla sua amica Maria Teresa Bergamaschi, avvocato che secondo l'accusa avrebbe ricevuto una consulenza da 21 mila dall'ente Afol (il cui direttore generale, Giuseppe Zingale, è finito in carcere) e poi retrocesso parte di quel denaro alla stessa Comi.

E' il 22 gennaio scorso e, come si legge nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Milano Raffaella Mascarino, "dopo una serie di messaggi vocali inviati dalla Comi che risultano cancellati, la stessa consiglia alla Bergamaschi di installare l'applicazione di messaggistica instantanea crittografica denominata Telegram, che consente di impostare la distruzione automatica dei messaggi". Non solo. "Poco dopo sempre la Comi indica all'interlocutrice di non rispondere a telefonate da imprecisate persone".