##Tangenti negli appalti della metro di Milano: 13 arresti

fcz

Milano, 23 giu. (askanews) - Otto appalti per l'innovazione e la manutenzione della metropolitana di Milano pilotati attraverso un giro di tangenti. Ruota attorno a questo impianto accusatorio l'inchiesta che ha portato a 13 arresti (12 in carcere e 1 ai domiciliari), circa 35 indagati (tra cui 8 societ) e una raffica di perquisizioni e sequestri di documenti amministrativi e contabili negli uffici Atm e nelle sedi delle varie societ coinvolte, tra le province di Milano, Monza, Savona, Lodi, Parma, Reggio Emilia, Bologna, Firenze, Latina, Caserta, Napoli, Salerno, Benevento, Pescara e Chieti. Le manette sono scattate ai polsi di imprenditori e manager della societ fornitrici di Atm (Siemens Mobility Spa, Alstom Ferroviaria, Engineering Informatica, Celt spa, Gilc Impianti Civili srl e Ctf, a loro volta sotto accusa per responsabilit amministrativa) e di due dipendenti Atm (che risulta comunque "parte lesa" nel procedimento). Tutti accusati a vario titolo di associazione a delinquere, corruzione, turbativa d'asta, peculato, abuso d'ufficio e falsi in atti pubblici.

Il personaggio chiave dell'inchiesta Paolo Bellini, responsabile dell'Unit Amministrativa Tecnica Complessa sugli impianti di Segnalamento e Automazione delle linee metropolitane 1,2,3 e 5 della municipalizzata milanese dei trasporti. Un pubblico ufficiale che, come scrive il gip Lorenza Pasquinelli nell'ordinanza di custodia cautelare, agiva con un unico obiettivo: "Trarre da ogni appalto una fonte di arricchimento personale". Al punto da aver architettato quello che gli inquirenti, negli atti di indagine, definiscono "metodo Bellini". Un sistema collaudato, il suo: il manager proponeva alle imprese interessate a partecipare alle gare d'appalto lanciate da Atm un servizio di consulenza "sotto forma di fornitura di materiale e informazioni privilegiate, trafugate dalla stazione appaltante" garantendo "perfino la supervisione e la correzione delle bozze dell'offerta". Poi forniva alle societ in gara "l'indicazione precisa delle percentuali al ribasso da offrire ad Atm al fine di prevalere sulle aziende concorrenti". Un sistema basato soprattutto su due societ occulte a lui riconducibili, la Ivm e la Mad System, che ottenevano sempre vari sub-appalti da chi si era aggiudicato la commessa. Perch oltre a "promesse di versamenti di denaro proporzionali al valore dell'appalto e cadenzati mensilmente", il metodo prevedeva l'obbligo, per l'impresa vincitrice della gara, di "coinvolgere nell'esecuzione delle opere, in qualit di subappaltatori, le societ Ivm e Mad System o altre imprese" che poi ricompensavano Bellini con "illecite remunerazioni". Secondo quanto ricostruito dal pm Giovanni Polizzi, titolare del fascicolo coordinato dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, tra l'ottobre 2018 e il luglio 2019 il manager Atm avrebbe ricevuto "promesse o dazioni di denaro pari a oltre 125 mila euro oltre a diverse utilit quali prestazioni prestazione di servizi e benefit vari".

La sua, sottolinea ancora il giudice milanese, era una "gestione personale e padronale" di tutti i "lavori pubblici affidati al suo controllo". Al punto che "dalle intercettazioni non emersa neppure una procedura di gara pubblica, negli ultimi due anni circa, che non sia stata attinta, in misura pi o meno penetrante, dall'intervento abusivo di Bellini in favore di una o pi imprese interessate all'appalto". Il pi grosso degli appalti sotto accusa - valore complessivo 127 milioni di euro - quello lanciato da Atm nel marzo 2019 per il sistema di segnalamento della linea 2 vinto da Siemens Mobility. "Questo parte da 127 milioni ma tra 7 anni che il tempo tecnico si arriver a 200... perch sono tante le varianti e sono tante le condizioni che non sono state valutate da un punto di vista tecnico progettuale", afferma Bellini in un'intercettazione ambientale che contiene anche dei riferimenti a un'analoga gara vinta nel 2006 da Alstom per la fornitura dello stesso sistema sulla linea 1. Il dirigente Atm parla infatti di una maxi corruzione (ormai prescritta da un punto di vista penale) da 1 milione di euro che sarebbe stato consegnato in una valigetta per pilotare la gara favore del gruppo francese. Ed nell'ambito di questo appalto sospetto, come precisa il procuratore di Milano Francesco Greco in una nota, che "sono emerse le recenti criticit (frenate brusche d'emergenza) che hanno investito la linea rossa".

Ma dalle molte altre conversazioni intercettate che emerge il "livello di spregiudicatezza" di Bellini. Come quella in cui il dirigente esprime il suo proposito di aprire "un conto gabbietta", sinonimo di conto occulto negli anni di Tangentopoli (il termine originario fu coniato da Primo Greganti, l'allora cassiere del Pci-Pds arrestato per tangenti negli anni di Mani Pulite): "A me mancano 7-8 anni per andare in pensione, vorrei farmi un conto gabbietta e far qualcos'altro poi da grande. Siccome c'ho in testa un agriturismo, cavalli, caccia...". Oppure quella in cui propone al manager di una societ coinvolta di falsificare "la stampigliatura di un cavo" per nascondere ad Atm che il prodotto fornito non corrisponde a quello del contratto, assicurando che "la posa del cavo sbagliato" non verr mai scoperta tranne che in caso di un gravissimo incidente ("un incendio, un cortocircuito... per arrivare a quello deve bruciare la galleria"). O ancora quando ammette di essere il socio di una societ che lavora per Atm: "Io ho la garanzia che chiunque di questi venga mi dar il lavoro. Voi sapete che io ho una societ, sono un socio occulto chiamamolo cos, della Ivm che adesso si chiamer Mad".

L'indagine milanese ha fatto dunque emergere, per dirla con le parole del gip Pasquinelli, "un quadro estremamente preoccupante delle modalit con cui vengono gestite le gare ad evidenza pubblica indette da Atm".