Tangenti, pm Milano: Eni sapeva che nigeriani agivano per soldi

Fcz
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Milano, 2 lug. (askanews) - "Era cosa nota e accettata dalle compagnie petrolifere che politici nigeriani agivano per prendere soldi. L'azione dei pubblici ufficiali sul giacimento Opl 45 era motivata da prospettive di guadagno personale. Il ministro del petrolio Dan Etete doveva prendere soldi. E tutti sapevano che Etete avrebbe usato la maggior parte dei soldi ricevuti per pagare tangenti. I contributi politici in Nigeria sono tangenti. Lo sapevano in Shell e anche in Eni". Lo ha sottolineato il pm di Milano, Sergio Spadaro, in un passaggio della sua requisitoria del processo a carico dell'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, del suo predecessore Paolo Scaroni e di altri 11 imputati (comprese Eni e Shell, sotto accusa per responsabilit amministrativa di societ per reati commesi da propri dipendenti) per la presunta maxi tangente da 1 miliardo e 92 milioni di dollari che i due gruppi petroliferi avrebbero pagato nel 2011 a una cerchia di politici del governo di Abuja per ottenere i diritti di sfruttamento del giacimento Opl-45, al largo delle coste della Nigeria. Secondo il magistrato, "gi nel 2007 Eni aveva tutte le informazioni di cui aveva bisogno per sedersi al tavolo con Dan Etete", l'ex ministro del Petrolio nigeriano ora imputato per corruzione internazionale nel processo milanese. Dopo una lunga trattativa, l'affare venne perfezionato nel 2011 quando a capo del governo nigeriano era arrivato Jonathan Goodluck, eletto nel febbraio 2010 e rimasto alla guida del Paese fino al 2015. Anche quest'ultimo era un uomo che "non agiva se non per aspettative di guadagno personale", ha sottolineato il pm puntando l'accento sul "rapporto stretto, diretto e rilevante" che lo legava con Descalzi, all'epoca direttore generale della Divisione Exploration & Production di Eni. "Descalzi era molto vicino a Goodluck. Si sono conosciuti da giovani e sono rimasti vicini. Per il presidente Descalzi un amico. E alla luce di questa relazione Descalzi ha la possibilit di parlare direttamente con il presidente della Repubblica Nigeriana. In interrogatorio, lo stesso Descalzi ha ammesso di aver incontrato Goodluck nella residenza presidenziale".