Tanto rumore per nulla: flop no-vax nelle urne. Le eccezioni di Trieste e Rimini

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ROME, ITALY - MAY 17:  Protesters at demonstration against forced vaccinations for Covid-19 at Piazza Bocca della Verità on May 17, 2021 in Rome, Italy. The protest was called by 3V Party to protest against the health drift towards forced vaccination of the entire population and the green pass. (Photo by Stefano Montesi - Corbis/Corbis via Getty Images) (Photo: Stefano Montesi - Corbis via Getty Images)
ROME, ITALY - MAY 17: Protesters at demonstration against forced vaccinations for Covid-19 at Piazza Bocca della Verità on May 17, 2021 in Rome, Italy. The protest was called by 3V Party to protest against the health drift towards forced vaccination of the entire population and the green pass. (Photo by Stefano Montesi - Corbis/Corbis via Getty Images) (Photo: Stefano Montesi - Corbis via Getty Images)

Verità, libertà e azione. Sono le tre parole che campeggiano, a grandi lettere, sul sito del Movimento 3V. L’unico partito – si legge nella homepage ufficiale – che chiede verità e mette al centro di ogni azione politica il benessere e la salute dell’essere umano. È il partito dei no-vax, gli irriducibili che dall’inizio della pandemia hanno sempre detto no a tutto: lockdown, coprifuoco, mascherine, vaccino e Green Pass.

“La libertà dell’essere umano – si legge nel loro programma politico – viene calpestata sulla base di ipotetiche motivazioni medico scientifiche che, a detta di medici e scienziati, sono inesistenti, false od errate”. Combattere la scienza con altra scienza. Le hanno provate tutte, in questi mesi. Con i riflettori dell’opinione pubblica puntati addosso.

Le guerriglie nelle principali città l’anno scorso, con tanto di aggressioni ai giornalisti. Le proteste contro le nuove restrizioni in primavera. E poi la proliferazione in rete di chat e gruppi, come Basta Dittatura!, di recente oscurato da Telegram, dove minacce a politici e giornalisti erano all’ordine del giorno. C’era persino chi incitava a minacciarli di persona, condividendo sulla chat numeri di telefono ed indirizzi di casa.

Ecco: un anno di centralità mediatica, forse esagerata dai media stessi (gli italiani con almeno una dose, ad oggi, sono l’84%), non ha dato i suoi frutti. Il Movimento 3V ha fallito in tutti comuni dove si era presentato. E non erano neanche tanti, tra l’altro. Sul sito sono state presentate solo 9 liste di candidati ai consigli comunali, quasi tutte nelle grandi città al voto.

Percentuali da zero virgola in tutta Italia. A Milano non si va oltre allo 0,4. Mezzo punto percentuale a Torino e Napoli. A Roma, il segretario nazionale del movimento e candidato sindaco Luca Teodori racimola ben 7 mila voti. Ma nella capitale questo si traduce nello 0,6%. In Emilia-Romagna le cose vanno un po’ meglio. A Bologna, l’ex pentastellato Andrea Tosatto, cantautore e cantore della Roma raggiana, va poco sopra la soglia psicologica dell’un per cento. A Ravenna si sfiora il tre.

Una sorpresa imprevista arriva da Rimini. Nella capitale della riviera, il candidato no-vax Matteo Angelini è riuscito ad entrare in consiglio comunale, superando di poco il 4% necessario ad ottenere un seggio. Certo, anche in Romagna, le 3V non sono competitive. Ma i risultati sono più incoraggianti.

Discorso a parte, invece, lo merita Trieste. Qui i no-vax sono più forti che nel resto d’Italia. Raccolgono quasi 4 mila voti e raggiungono il 4,4%. L’unico dei cinque capoluoghi regionali dove possono dire la loro. In terra giuliana, le 3V sono davanti al Movimento 5 Stelle (3,4%), loro ‘progenitore’ storico nelle battaglia no-vax prima del Covid, quando i grillini erano all’opposizione e facevano eleggere alla Camera Sara Cunial, la deputata di riferimento per il mondo no-vax.

E infatti, il candidato sindaco delle 3V Ugo Rossi è un ex militante pentastellato, anche lui tra i delusi della svolta governista a 5 Stelle. Ingegnere, 31 anni, ambientalista, ex M5s, ex Fridays for Future, Rossi è riuscito a convogliare su di sé larga parte del consenso no-vax a Trieste grazie ad episodi temerari: a settembre, i carabinieri lo hanno arrestato perché avrebbe tentato di ‘difendere’, usando le mani, due cittadini accusati di aver indossato male la mascherina.

Dopo il rilascio, avvenuto subito, Rossi non si è fermato ed ha organizzato una doppia manifestazione che ha portato in piazza oltre diecimila persone. Numeri importanti, per una città di poco più di 200 mila abitanti. A parte il caso di Trieste, però, le 3V non hanno sfondato. Tanto rumore per nulla.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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