Tap, tafferugli al cantiere del gasdotto: feriti 2 manifestanti

Ester Castano
Avanzano i lavori presso il cantiere del Gasdotto TAP a San Foca

Ennesima mattina di tensione al cantiere del gasdotto Tap a San Basilio di Meledugno, in provincia di Lecce. Verso le 6.30 si sono verificati trafferugli tra gli ambientalisti contrari alla costruzione dell'infrastruttura e la polizia. Da una parte le cariche delle forze dell'ordine, dall'altra un lancio di pietre. Il bilancio dei feriti è di due persone: un uomo e una donna sulla cinquantina, entrambi attivisti del movimento no Tap.

La questura, secondo quanto si apprende, ha disposto l'allontanamento dei lavoratori presenti all'interno del cantiere. "Gravissimo. Solidarietà a operai e forze dell'ordine. E tutto per un tubo di un metro di diametro che passa 16 metri sotto la costa. Incredibile", commenta su Twitter il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. Le proteste si ripetono da tre giorni, cioè da quando la Banca europea degli investimenti ha deciso di concedere un maxi prestito da 1,5 miliardi di euro per la realizzare il gasdotto.

Il 'tubo' attraverserà Grecia, Albania e Mar Adriatico per giungere in Puglia. Tutto è iniziato all'alba del terzo giorno di 'Colazione resistente', attività organizzata dal movimento no Tap vicino all'ingresso dei cancelli del cantiere. Le versioni della questura di Lecce e degli ambientalisti sono discordanti. Da una parte la polizia di Stato in una nota fa sapere che di essere intervenuta "con un'azione violenta perchè gli attivisti in più punti del cantiere e in più momenti hanno preso di mira le forze dell'ordine con delle sassaiole, costringendole a ripararsi nelle proprie auto di servizio".

Dall'altro in un comunicato il movimento no Tap denuncia: "I mezzi di Tap non erano presenti, si vedeva solo una distesa di camionette blu che, intorno alle 7, stavano per effettuare il solito cambio di guardia. Ma non è stato un semplice cambio di guardia: quando i manifestanti sono rientrati al presidio 'la Peppina' per proseguire la colazione condivisa, quei pochi che erano rimasti vicino ai cancelli sono stati aggrediti da una reazione oltremodo scomposta".

Per impedire il transito di mezzi e operai al cantiere Tap, sulle strade che conducono al cantiere "sono stati disseminati chiodi a tre punte camuffati sotto piccoli cespuglietti di erba e sassi prelevati dai vicini muretti a secco secolari", continua la questura. Intanto sui social i no tap pubblicano la foto della testa sanguinante di un attivista, e in merito alla donna ferita denunciano: "Una mamma, una donna che difende la sua terra, è stata malmenata, buttata a terra e calpestata dalle forze dell'ordine, fino al punto di farla svenire!".

Una testimonianza arriva da Gianluca Maggiore, portavoce del movimento no tap: "La donna ferita è una signora di 53 anni: colpita da una grata, è caduta per terra. E' stata soccorsa in codice giallo e portata in ambulanza in ospedale, dove le hanno applicato un collare; un uomo di 46 anni ha cercato di soccorrerla, ma ha ricevuto mangannellate in testa, che gli hanno causato ferite lacero contuse e necessità di punti di sutura". 

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