Tar dà ragione al Mibact: così l'Uomo vitruviano andrà al Louvre

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Roma, 16 ott. (askanews) - Il Tar del Veneto dà ragione al Mibact e alle Gallerie dell'Accademia di Venezia: così L'Uomo Vitruviano potrà partire per il Louvre. I giudici amministrativi hanno infatti sottolineato che le opere vanno sì protette e tutelate ma quando questa tutela è assicurata 'le scelte relative alle forme e alle modalità di valorizzazione dei beni culturali sono connotate da ampi margini di discrezionalità'. Si possono sindacare solo 'in caso di manifesta illogicità, incongruità, travisamento o macroscopici difetti di motivazione o di istruttoria'. E nel caso del prestito dell'Uomo Vitruviano al Louvre, tali vizi non c'erano, anzi le motivazioni con cui è stato disposto il prestito, sottolineano 'l'eccezionale rilevanza mondiale dell'esposizione, l'aspirazione del Paese a valorizzare al massimo le potenzialità del suo patrimonio, il valore di collaborazione e scambio tra Stati, l'aspirazione del Paese a valorizzare al massimo le potenzialità del suo patrimonio', ma anche 'il ritorno di immagine e di riconoscibilità, anche identitaria, delle Gallerie dell'Accademia di Venezia quale depositario di opere di Leonardo', e da considerare anche il vantaggio per lo scambio con opere di Raffaello Sanzio destinate ad una mostra alle Scuderie del Quirinale.

La seconda sezione del Tribunale amministrativo Regionale del Veneto ha così respinto il ricorso proposto da Italia Nostra Onlus contro il ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Soprintendenza archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna e la Galleria dell'Accademia di Venezia.

Italia nostra chiedeva la sospensione e l'annullamento del provvedimento del direttore delle Gallerie dell'Accademia di Venezia che autorizzava il prestito all'estero dello Studio di proporzioni del corpo umano, Uomo Vitruviano', ma anche del Memorandum d'intesa tra il Mibact e il ministero della Cultura Francese che prevede il partenariato per il prestito di opere di Leonardo da Vinci al Musée del Louvre e delle opere di Raffaello Sanzio alle Scuderie del Quirinale, firmato il 24 settembre 2019.(Segue)