Tar dà ragione al Mibact: così l'Uomo vitruviano andrà al Louvre -2-

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Roma, 16 ott. (askanews) - Dopo aver respinto la domanda cautelare, sottolineando che 'ad una prima delibazione propria della fase cautelare, anche nel merito delle censure proposte il ricorso non presenta sufficienti elementi di fondatezza', il Tar sottolinea nell'ordinanza che non ci sono vizi di incompetenza del Ministro titolare del Mibact nella sottoscrizione del Memorandum, 'atteso che, contrariamente a quanto dedotto, lo stesso in quella sede non sembra aver esercitato funzioni di amministrazione attiva spettanti ai dirigenti, ma sembra essere intervenuto nell'esercizio delle proprie funzioni di rappresentanza del Ministero nella stipula dell'accordo di collaborazione interministeriale in un momento in cui le attività istruttorie, concernenti l'individuazione dell'opera oggetto del prestito da parte degli organi competenti, si erano già concluse'. Infatti - notano i giudici nell'ordinanza - l'autorizzazione del direttore delle Gallerie dell'Accademia era stata anticipata agli organi ministeriali via email. Il Memorandum infatti 'è un atto tipico del diritto internazionale, non costituisce di per sé un vincolo per l'azione amministrativa, come risulta anche dall'articolo 7 del medesimo che afferma espressamente che "sarà attuato nel rispetto delle legislazioni italiana e francese'.

Il Direttore delle Gallerie dell'Accademia il 23 ottobre 2018, con nota protocollata aveva individuato un elenco di opere "generalmente escluse dal prestito", tra le quali anche l'uomo Vitruviamo, ed un secondo elenco di opere per le quali il prestito poteva essere concesso in presenza di condizioni 'che devono essere esplicitamente evidenziate e motivate'. Una nota - ricordano i giudici - che aveva 'impropriamente richiamato' la previsione normativa del Dlgs 2004, n. 42, perchè in realtà non aveva individuato delle opere che 'in modo assoluto ed inderogabile 'non possono comunque uscire'", come chiede la norma citata, dal territorio della Repubblica, riservando una decisione da assumere caso per caso. Un'altra nota del 4 ottobre 2019 sempre del direttore delle Gallerie infatti chiarisce che 'il carattere identitario dell'opera in oggetto come precisato nell'elenco delle Gallerie dell'Accademia di Venezia non è assoluto e non esclude tassativamente l'opera dal prestito', e infatti in passato sono state oggetto di prestito all'estero altre opere che figuravano nel primo elenco (come "La Tempesta" di Giorgione, "Visioni dell'aldilà" di Bosch e il disegno di Michelangelo "La caduta di Fetonte").(Segue)