Tar dà ragione al Mibact: così l'Uomo vitruviano andrà al Louvre -4-

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Roma, 16 ott. (askanews) - Quindi 'fermo restando il soddisfacimento delle esigenze di tutela delle opere, le scelte dell'Amministrazione, coinvolgenti la comparazione e ponderazione di molteplici interessi pubblici, possono essere censurate solo in caso di manifesta illogicità, incongruità, travisamento o macroscopici difetti di motivazione o di istruttoria'. E nel caso in esame 'tali vizi dell'azione amministrativa non appaiono sussistere', infatti 'l'Amministrazione ha consentito il prestito sottolineando, a supporto della scelta, l'eccezionale rilevanza mondiale dell'esposizione, l'aspirazione del Paese a valorizzare al massimo le potenzialità del suo patrimonio, il valore di collaborazione e scambio tra Stati espresso nel Memorandum, oltre che il ritorno di immagine e di riconoscibilità, anche identitaria, delle Gallerie dell'Accademia di Venezia quale depositario di opere di Leonardo, l'implementazione dei rapporti culturali e museali tra le Gallerie dell'Accademia di Venezia ed il Musée du Louvre, nonché il vantaggio conseguito in forza del prestito per lo scambio con opere di Raffaello Sanzio destinate ad una mostra presso le Scuderie del Quirinale, difficilmente fruibili nel territorio nazionale'.

In conclusione per il Tar quindi 'non sussistono i presupposti per l'accoglimento della domanda cautelare' quindi, dopo la camera di consiglio la decisione con cui la seconda sezione del Tar del Veneto 'respinge la suindicata domanda cautelare'.