Tariffa integrata, assessore Terzi: agenzia Tpl ha lavorato male

Mda

Milano, 1 ott. (askanews) - "L'integrazione parte oggi solo formalmente, perchè in realtà è partita il 15 luglio scorso su decisione unilaterale del Comune di Milano. Il Comune ha scelto di aumentare da 1,5 a 2 euro il biglietto Atm per fare cassa: lo ha fatto utilizzando il grimaldello dell'integrazione tariffaria che oggi il Pd, dopo aver gridato ai quattro venti quanto fosse salvifica e indispensabile, dice di non volere. Ma l'integrazione senza treno non ha senso. Non si può lasciare fuori un attore della mobilità come Trenord che nel Milanese e Monzese serve 96 stazioni di cui 24 nella città di Milano (6 nel passante ferroviario)", ha dichiarato oggi in Consiglio regionale l'assessore a Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile Claudia Maria Terzi, intervenendo in occasione della mozione presentata dal Pd.

"Come Regione siamo intervenuti ottenendo da Trenord il rimborso integrale dei rincari per i monomodali - ha proseguito Terzi -. Settimana prossima incontrerò i rappresentanti dei pendolari: siamo disponibili a confrontarci sul regolamento dei rimborsi. Ma ricordo che il sistema deve tutelare davvero i monomodali, quindi una procedura di verifica è necessaria. Ricordo anche che l'utente può presentare i documenti per accedere al meccanismo di rimborso in un'unica occasione, dopodichè riceverà il bonifico sul suo conto corrente, senza ulteriori passaggi procedurali".

"I problemi comunque nascono dal Comune di Milano che ha pressato l'Agenzia Tpl - ha aggiunto Terzi -. Senza la fuga in avanti di Milano, l'introduzione dell'integrazione tariffaria sarebbe stata più armonica e meno difficoltosa. Questa fretta ha indotto l'Agenzia a lavorare male: il sistema infatti presenta ancora falle inaccettabili. Basti pensare che i nuovi titoli acquistati online per le zone fuori da Milano (MI4-MI9) non aprono i tornelli della metropolitana. O che i servizi bus urbani di 16 Comuni del Milanese e del Monzese sono stati "dimenticati" dall'Agenzia e, dunque, ancora oggi non risultano inclusi nell'integrazione tariffaria".