La Task Force di Conte sul Recovery Fund non convince, verso Commissione Bicamerale

Paolo Molinari
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Sono già finiti nella maggioranza i festeggiamenti per la vittoria del Recovery Fund: è bastato il riferimento di Conte a una Task Force per la gestione dei 209 miliardi di aiuti europei per innescare un nuovo scontro. Inizialmente, riferiscono fonti di governo, si era pensato a una cabina di regia formata da ministri e funzionari dei ministeri competenti - dall'Economia allo Sviluppo Economico passando per le Infrastrutture - e presieduta dal premier. Poi il raggio di azione si sarebbe via via allargato - come tenere fuori, ad esempio, la Scuola? - e si è preso a parlare di una struttura con base a Palazzo Chigi che ricalchi lo stesso Consiglio dei Ministri nella sua composizione, con l'aggiunta dei tecnici ministeriali. 

Anche il Pd è per la Commissione Bicamerale

Una soluzione che, tuttavia, non sembra raccogliere consensi nelle forze politiche. A cominciare da quelle di maggioranza. Italia Viva, con Matteo Renzi in testa, ha già invitato il premier a portare il dibattito su come e dove indirizzare le risorse in Parlamento. Ma è stata soprattutto Forza Italia a protestare per quella che ritiene una nuova fuga in avanti del premier e chiedendo l'istituzione di una commissione bicamerale per la stesura del piano. Una richiesta che oggi viene sottoscritta anche da pezzi non marginali del Partito Democratico. Base Riformista, area del Pd che fa riferimento a Lorenzo Guerini e Luca Lotti, sottolinea la necessità di prevedere "uno strumento agile ma rappresentativo, ad esempio una Commissione bicamerale per il rilancio economico, nel quale anche le opposizioni siano pienamente coinvolte, per arrivare rapidamente ad un piano di riforme in grado di rispondere al bisogno di un disegno strategico che sale dal paese". Dello stesso avviso anche l'ex segretario Maurizio Martina e il deputato Andrea De Maria che chiedono di "valutare" la proposta di Forza Italia.

I timori dei dem

Alla base della levata di scudi dem, riferiscono fonti parlamentari, ci sarebbe la volontà di non lasciare scavalcare di nuovo il Parlamento: durante la fase dell'emergenza sanitaria, deputati e senatori hanno 'subìto' la sequenza di Dpcm e incassato a fatica davanti alle proteste che arrivavano dai territori. Una soluzione che metterebbe Conte di nuovo in condizione di decidere in piena autonomia sarebbe difficile da digerire. Dal Movimento 5 Stelle arriva "disponibilità" rispetto all'idea della Task Force, a condizione che ci sia "massima condivisione" sulle decisioni prese. 

Fico difende il Parlamento

A difendere il il ruolo del Parlamento è il presidente della Camera, Roberto Fico: "E' chiaro che il Parlamento deve dare delle priorità. E io credo che ci sarà anche un voto. Certamente questo sarà compatibile” con la task force annunciata da Conte "nel senso che il Parlamento fa il suo con un atto di indirizzo. La prima task force degli italiani è il Parlamento". Un pressing che, stando a quanto viene riferito, sta dando i suoi frutti  tanto che, a livello di delegazioni di governo, si starebbe ragionando sulla possibilità di "integrare" la Task Force governativa con la Commissione Bicamerale.

La mozione di Forza Italia

Nel frattempo, Forza Italia ha deciso di dare concretezza alla sua richiesta di una commissione bicamerale presentando una mozione al Senato: "Forza Italia presenterà al Senato una mozione per istituire una commissione bicamerale che garantisca un ruolo centrale al Parlamento nella gestione delle risorse che arriveranno col Recovery Fund", spiega la presidente dei senatori azzurri Anna Maria Bernini. "Nel suo intervento dopo il Consiglio europeo, lo stesso premier ha assicurato il pieno coinvolgimento delle Camere nella cruciale pianificazione delle riforme, ed è positivo che anche un partito di maggioranza come il Pd abbia presentato al Senato una proposta che va in questa direzione".