Tassa sui cellulari, la nuova proposta del Pd: repliche da M5S

tassa sui cellulari

Dopo il sì del Senato, anche la Camera ha approvato la nota di aggiornamento del Def. Si tratta del documento che delinea il quadro in cui si muoverà la prossima legge di Bilancio. La risoluzione di maggioranza che accompagna la Nadef è passata con 318 voti favorevoli, 194 contrari e due astensioni. Intanto prende piede una nuova proposta targata Pd. Si tratta di una tassa sui cellulari, la quale sta già generando un certo scalpore e non sono mancate le critiche neppure da parte degli alleati di governo.

Tassa sui cellulari, la proposta

Il governo Conte-bis sta lavorando per un intervento fiscale riguardante le schede che inseriamo nei nostri cellulari. La tassa, corrispondente alla somma di 13 euro, graverà su tutte le schede della clientela business, che nel nostro Paese risulta in grande aumento.

A risentirne sarebbero i professionisti, ma anche i piccoli imprenditori e gli esercenti che possiedono un telefono utilizzato appositamente per questioni e impegni lavorativi. Sebbene non sia arrivata alcuna conferma, si presume che la nuova tassa verrà accompagnata dall’abolizione dell’imposta di concessione sugli abbonamenti. Le entrate su questo fronte potrebbero equivalere a 250 milioni di euro all’anno. In questo modo, nell’arco di tre anni (il tempo entro cui sarà declinata la manovra) le entrate a bilancio del nuovo balzello ammonteranno a ben 750 milioni di euro.

I grillini sembra stiano prendendo le distanze da quanto proposto dai loro stessi alleati di governo. Tra i due partiti crescono le divergenze. Il M5S cerca di smarcarsi e lo ha fatto attraverso le parole del viceministro all’Economia, Laura Castelli. Quest’ultima ha commentato: “L’ipotesi di tassare le sim ricaricabili ci preoccupa molto. Anche le proposte alternative di tassare ulteriormente la clientela business, da più parti sollevate, trovano la nostra ferma contrarietà”.