Tassa sulla plastica: imprese in rivolta per imposta di 1 euro al kg

Tassa sulla plastica

Una nuova tassa sta per entrare in vigore a partire da giugno 2020, con il rischio di penalizzare imprese e consumatori. Si tratta della tassa sulla plastica, che sarà pari a mille euro per ogni tonnellata, ovvero a un euro al chilo.

Tassa sulla plastica

A renderlo noto è il Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles, che contiene a grandi linee i provvedimenti della prossima manovra economica. Il governo ha imposto questa aliquota nell’ottica di rendere l’Italia un paese sempre più green e sostenibile. Nella stessa direzione va anche la stretta sulle agevolazioni per il gasolio e quella sulle auto aziendali più inquinanti. Questo consentirebbe un introito di 1,8 miliardi di euro per il 2020 che si alzeranno a 2 nel 2021.

Ad essere maggiormente colpiti dalla nuova tassa sulla plastica saranno naturalmente le imprese che si occupano di imballaggi e imbottigliamento. Da giorni le associazioni dei produttori di plastica stanno infatti protestando contro l’imposta, secondo loro dannosa perché finirà per essere pagata dal consumatore.

A far sentire la propria voce è stata anche Confindustria che la considera una misura non a finalità ambientali ma attuata esclusivamente per fare cassa. Sottolinea inoltre che le imprese pagano già diversi milioni per gli imballaggi in platica, oltre che per far funzionare la raccolta differenziata. Dunque questa sarebbe per loro una seconda imposizione che andrebbe a gravare su consumatori, imprese e lavoratori.

Aumento dei prezzi per i consumatori

Il ministro per l’Ambiente Sergio Costa si è dichiarato disponibile ad aprire un tavolo con le aziende per aiutarle a spingere verso una produzione che tuteli l’ambiente. Intanto però la Federconsumatori ha già ipotizzato che la plastic tax danneggerà pesantemente i consumi. I suoi studi stimano infatti che ogni famiglia potrebbe trovarsi a pagare 138 euro in più all’anno.

Un’altra stima giunge da Mineracqua, che sottolinea come la tassa potrebbe far aumentare di 5/7 centesimi il costo dell’acqua. “Se consideriamo che un’acqua minerale di primo prezzo in un Discount è venduta a 10 centesimi al litro, il consumatore si troverebbe per effetto di questa tassazione a pagare il 50% in più per litro“, spiega.