Tassi in aumento e rata del mutuo in crescita: conviene più rinegoziare o la surroga?

rata mutuo in crescita
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La rata del mutuo è in evidente crescita mentre i tassi di interesse non fanno altro che aumentare: cosa conviene fare ai cittadini che hanno acquistato casa? Meglio rinegoziare oppure optare per la surroga?

Tassi in aumento e rata del mutuo in crescita: conviene più rinegoziare o la surroga?

Tassi d’interesse in picchiata e, di conseguenza, in crescita anche la rata del mutuo a tasso variabile. Questo è lo scenario attuale ed anche quanto si verificherà nell’imminente futuro, almeno fino a quando la Bce non invertirà la sua politica monetaria. L’intenzione, tuttavia, non pare essere neppure lontanamente all’orizzonte.

In questo contesto, sulla base delle stime aggiornate delle associazioni dei consumatori, l’importo da pagare subirà un incremento di 50 euro al mese. Quali sono le opzioni per chi non vuole arrendersi all’aumento della rata? Le possibilità sono solo due: rinegoziare il mutuo o la surroga con la propria banca di riferimento oppure trasferire il mutuo a un’altra banca.

In caso di rinegoziazione, il vantaggio principale è che non comporta ulteriori spese: non è necessario un notaio né ci sono commissioni o extra da sostenere. Il problema, però, riguarda la capacità di trovare un nuovo accordo con la bancache non sempre è favorevole a imboccare una simile strada. A ogni modo, si può valutare il passaggio da un tasso variabile a un tasso fisso per evitare di incappare in rincari ancora più significativi in futuro.

La surroga

Nel caso della surroga del mutuo, invece, si tratta di un’operazione che, al contrario della rinegoziazione, consente di sostituire il mutuo contratto con un altro che abbia condizioni diverse presso una differente banca. A questo proposito, secondo la legge Bersani del 2007, le banche non hanno la possibilità di chiedere commissioni e non ci sono spese da sostenere. L’unico costo extra da saldare riguarda la tassa di iscrizione della surrogazione nei Registri immobiliari, pari a 35 euro.

Nello specifico, la legge Bersani afferma che “non possono essere imposte al cliente spese o commissioni per la concessione del nuovo finanziamento, per l’istruttoria e per gli accertamenti catastali, che si svolgono secondo procedure di collaborazione tra intermediari improntate a criteri di massima riduzione dei tempi, degli adempimenti e dei costi connessi”.

La somma erogata dalla nuova banca, infine, non può essere superiore all’importo del debito residuo.