Tassi governativi in rialzo, Bce calma: questa volta è diverso

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Il logo Bce a Francoforte

di Dhara Ranasinghe

LONDRA (Reuters) - I tassi dei governativi della zona euro hanno toccato i massimi da diversi mesi e il rendimento del decennale tedesco si sta portando verso lo zero, mentre gli esponenti della Bce e gli investitori sembrano imperturbabili, a segno di come scommettano su un'autentica ripartenza dell'economia.

Si tratta di un quadro diverso rispetto a febbraio, quando i rendimenti dei titoli di Stato tedeschi sono rimbalzati di 35 punti base nel giro di un mese a salendo a -0,2%.

In quell'occasione, i consiglieri della Banca centrale europea sono intervenuti verbalmente per far capire, anche velate minacce, che il movimento doveva rientrare. Successivamente, nel consiglio di politica monetaria di marzo, hanno varato un'accelerazione del ritmo degli acquisti 'Pepp' per far fronte ai danni economici della pandemia.

Questa volta, i rendimenti dei Bund sono vicini al massimo di circa due anni, sempre più prossimi alla soglia dello zero per la prima volta dal 2019.

I rendimenti degli altri titoli decennali nella zona euro sono già passati in territorio positivo. Perché allora gli esponenti Bce restano in silenzio?

Innanzitutto, le prospettive di crescita stanno migliorando. Gli ultimi lockdown non hanno avuto una ricaduta significativa sulle attività economiche, le esportazioni sono salde e le campagne di vaccinazione hanno superato gli ostacoli iniziali. Entro fine estate, l'Unione europea prevede di somministrare la prima dose di vaccino al 70% della popolazione.

"Quello che fa la differenza per la Bce è la programmazione dei vaccini", spiega Salman Ahmed, responsabile per la ricerca macro globale di Fidelity International.

"La campagna di vaccinazione dà alla banca centrale un po' di margine per tollerare la pressione sui tassi".

Poi ci sono le aspettative sull'inflazione.

Jim Leaviss, analista per il reddito fisso di M&G Investments, osserva che il tasso implicito a cinque anni sulla curva tedesca sta intorno a 1,4% rispetto a poco meno di 1% in febbraio e a circa zero di un anno fa.

"Un'inflazione a 1,4% nella zona euro non si vedeva da tempo e questo ci dice che la gente si aspetta un cambiamento nelle prospettive di crescita e inflazione nel blocco" spiega.

I contratti forward swap a cinque anni sull'inflazione della zona euro a 5 anni viaggiano oltre 1,6%, massimo da fine 2018. L'indicatore non si è mosso molto in febbraio, a dimostrazione di come il rialzo dei tassi europei fosse legato a timori di reflazione negli Usa più che in Europa.

Infine, Leaviss sottolinea che i tassi nominali stanno risalendo ma quelli 'reali' -- sottratto l'aggiustamento all'inflazione -- sono poco mossi. E questo tranquillizza la Bce.

Al contrario di quanto avviene adesso, in febbraio il tasso sul Bund decennale è salito di 26 punti base in termini nominali balzando di 30 tick in termini reali.

"Se i tassi reali cominciano a salire mentre le aspettative di inflazione restano stabili -- come è avvenuto prima -- allora è preoccupante, perché aumenta i costi di finanziamento per consumatori e imprese, oltre che per i governi" argomenta Leaviss.

DI NUOVO A ZERO

I tassi dei titoli di Stato tedeschi sarebbero gli ultimi tra i decennali della zona euro a riportarsi oltre quota zero. Nel 2020 sono scesi fino a -0,91%, trascinando in territorio negativo il rendimento di molti altri decennali della zona euro in .

Gli analisti di Natwest vedono i rendimenti tedeschi a 10 anni a 0,25% entro fine anno, Ing ha rivisto le proprie stime da zero a 0,2%.

Il movimento del mercato tedesco ha inevitabili riverberi sul resto del comparto europeo. Ma la risalita dei tassi, temuta in particolare dai paesi più indebitati come l'Italia, è però contenuta grazie all'allungamento della vita media del debito.

Alcuni investitori stanno vendendo obbligazioni in vista del meeting Bce di giugno, temendo che Francoforte ceda alle pressioni dei falchi per ridurre il ritmo degli acquisti.

Ma altri come Mike Riddell, analista di AllianzGI, non sono così preoccupati per il rialzo dei tassi tedeschi anche oltre zero.

Secondo Riddell, un aumento sostenuto dell'inflazione oltre il target Bce di circa 2% è improbabile e la politica monetaria ultra-accomodante resterà in atto per gli anni a venire.

"Può il passaggio in positivo del tasso del 10 anni tedesco significare che i rendimenti dei governativi della zona euro torneranno ai livelli degli scorsi decenni"? si chiede. "Fatico a vederne il motivo".

(Sara Rossi, in redazione a Milano Alessia Pé) ((sara.rossi@thomsonreuters.com; +39 06 80307736))

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