Tatuaggi all'henné, i rischi

Tatuaggi all'henné. (Photo by Marka/Universal Images Group via Getty Images)

Qualcuno di voi li avrà già sentiti nominare, ma non tutti sanno esattamente cosa sono: stiamo parlando dei tatuaggi all’henné. Questo tipo di decorazione della pelle ha origini molto antiche ed è tipica dell’India e dell’Africa settentrionale, e in principio solo re e sacerdoti potevano averli.

Ma cosa sono i tatuaggi all’henné?

I tattoo all’henné sono tatuaggi temporanei realizzati con la polvere di henné, ricavata polverizzando le foglie essiccate di lawsonia inermis, un arbusto spinoso comunemente chiamato henna.

Il colore della polvere di henné è di un marrone molto chiaro o ocra, perciò per ottenere un tatuaggio nero è necessario aggiungere colorante che, in alcuni casi, potrebbe provocare reazioni allergiche.

La realizzazione del tatuaggio all’henné consiste nell’utilizzo di una pasta particolare che, solidificandosi, rilascia il colore sulla zona del corpo su cui è stata applicata.

Quanto durano i tatuaggi all’henné?

Come detto, i tatuaggi all’henné (chiamati anche mehndi in indiano) non sono permanenti. La loro durata varia dalle due alle quattro settimane a seconda della zona scelta e da quante volte viene lavata la parte scelta per il tatuaggio. Mani e piedi sono le zone più gettonate, anche perché durano meno a lungo.

Tatuaggio all'henné (Getty Images).

I rischi

I tatuaggi all’henné, temporanei e indolori, potrebbero sembrare innocui. Ma per ottenere il colore nero spesso viene aggiunta una sostanza chiamata para-fenilendiammina (PPD), e nelle persone allergiche si possono scatenare reazioni anche violente con rossore e gonfiore, mentre le pelli particolarmente sensibili potrebbero riscontrare reazioni più lievi ma sempre molto fastidiose.

Si consiglia quindi di evitare i tatuatori che offrono i propri servizi in spiaggia e l’acquisto online di kit fai-da-te senza alcuna garanzia. Il PPD, infatti, è un allergene da contatto molto potente, tanto da essere vietato dalla legislazione europea per i prodotti cosmetici, a esclusione delle tinture per capelli nelle quali è permesso in una concentrazione inferiore al 6%.

Se si supera questa concentrazione, i cosmetici devono riportare avvertenze come “Può causare una reazione allergica”, “Contiene fenilendiammina”, “Per uso professionale”, “Usare guanti idonei” o “Non usare per tingere ciglia e sopracciglia”.