Tav, Airola (M5s): tutti i miei colleghi dovrebbero dimettersi

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Roma, 24 lug. (askanews) - "Sono affranto, non riesco a credere che questa nostra battaglia possa finire così". Lo dice il senatore M5s Alberto Airola, da sempre un No Tav, in una intervista al Corriere della sera. "Avevo promesso che mi sarei dimesso se la Tav fosse passata. Non era un ricatto, l'avevo detto d'impeto". E dunque si dimetterà? "Dipende, valuterò nei prossimi giorni".

"Qualcuno - spiega - mi ha fatto notare che se mi dimettessi ora non conterei più nulla, invece bisogna restare in Parlamento per continuare a osteggiare quest'opera inutile e dannosa. E, in fondo, penso pure un'altra cosa. A dimettersi dovrebbero essere tutti gli altri 5 Stelle, non io che sono rimasto coerente".

"Di Maio - afferma Airola - ha fatto una dichiarazione pilatesca. Sa benissimo che in Parlamento non abbiamo i numeri per bloccare l'opera. Dovevamo prima di tutto risolvere la questione tra di noi, con il nostro contraente, la Lega". Nel contratto di governo c'era scritto che l'opera andava ridiscussa, non bloccata..."Ma questa ridiscussione non è stata sufficiente. E Di Maio non può pensare di lavarsene le mani".

"In questi mesi ho scritto una valanga di email a Conte, per spiegargli come sospendere l'opera davanti alla conferenza intergovernativa; ancora oggi (ieri, ndr) gliene ho mandate cinque. Ho stima di lui, ma è stato mal consigliato, altrimenti non direbbe che il Tav adesso costerà meno e che, se non si dovesse fare, l'Italia perderebbe dei soldi. L'Europa ha promesso più fondi, ma non ha ancora firmato niente. E di penali non ce ne sono", conclude Airola.