Tav, Conte fa di tutto per rinviare il via a dopo le Europee

L’idea di Conte (e di Di Maio) è quella di ritardare una decisione definitiva a dopo le elezioni europee, consci che l’approvazione della Tav sarebbe un colpo mortale per il Movimento. (Credits – Getty Images)

Traballa il governo M5S/Lega e a farlo tremare è, ancora, la questione Tav. Dopo gli scontri durissimi di settimana scorsa tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini, infatti, nel weekend il presidente del Consiglio Conte ha cercato di gettare acqua sul fuoco. Ma ormai è evidente che la resa dei conti è alle porte e il governo cerca solo di tirare più in là il momento della verità.

Ma qual è la situazione adesso? Da un lato c’è, come detto, il premier Giuseppe Conte che con un gioco lessicale prova a calmare sia i Cinque Stelle sia i leghisti. Da un lato, infatti, il presidente pretende di “ridiscutere integralmente il progetto, nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia”, strizzando l’occhio al Movimento, ma dall’altro dà l’ok a pubblicare gli avis des marchès (inviti a presentare la candidatura) relativamente agli interventi dei lotti francesi del tunnel di base, in modo da rispettare il termine del 31 marzo per la presentazione alla Commissione del finanziamento per l’anno 2019. Insomma, la Tav al momento non si ferma.

L’idea di Conte (e di Di Maio) è quella di ritardare una decisione definitiva a dopo le elezioni europee – consci che l’approvazione della Tav sarebbe un colpo mortale per il Movimento, mentre la bocciatura rischia di far cadere il governo – ma tra le fila della Lega c’è già chi non ci sta. Come il sottosegretario Giorgetti, che alza la voce e, soprattutto, mette in chiaro che non sarà mai il governo a fermare l’alta velocità.

“Conte vuole ridiscutere il progetto, non semplicemente escluderlo, ma rivederlo con le autorità francesi. È una operazione coerente con il contratto di governo. L’analisi costi benefici va discussa con il governo francese che dovrà valutare come continuare questa opera. Se c’è risparmio di denaro pubblico, come ad esempio per la stazione di Susa, si può fare. Tra l’altro l’Italia si assume costi maggiori della Francia” spiega il sottosegretario leghista, che poi sferra l’attacco. “Ricordatevi che per fermare definitivamente la Tav occorre un passaggio parlamentare perché si tratta di un Trattato internazionale approvato dal Parlamento e né Conte né il Cdm può prendere decisioni sopra il Parlamento” dice Giorgetti. Conscio che, in Parlamento, c’è una maggioranza a favore della Tav. E non è quella gialloverde.

(Duccio Fumero)

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