Tav gialla contro Tav verde

Gabriella Cerami

Calcoli che portano a soluzioni opposte nonostante molte cifre siano uguali, tassi di inflazione che non coincidono e alla fine il ministero dei Trasporti si accorge anche di un errore "macroscopico" nel calcolo delle penali da pagare. C'è di tutto nelle analisi costi benefici sulla Tav. Una, quella sbandierata dagli M5s e presentata ai francesi, è negativa, mentre l'altra è positiva. Tutto avviene all'interno dello stesso governo gialloverde. La distanza è segnata dal metodo utilizzato e quindi i risultati sono differenti pur avendo esaminato la stessa opera: l'Alta velocità Torino-Lione.

L'analisi costi benefici redatta dalla squadra di Marco Ponti è stata desecretata, al netto del fatto che un commissario, Pierluigi Coppola l'unico non schierato contro la Tav, si è rifiutato di firmarla presentandone un'altra e facendo così lievitare a tre il numero degli studi. Come previsto, l'analisi ufficiale, ha dato esito negativo anche se, a differenza delle dichiarazioni di Luigi Di Maio per il quale "non è stato scavato neanche un centimetro", viene messo nero su bianco che l'opera è stata avviata per il 15% e ci sono penali da pagare in caso di mancata realizzazione. In un primo momento, a leggere l'analisi, le penali ammontavano a oltre 4 miliardi ed è qui quello che è stato definito "errore macroscopico" poiché invece andrebbero da un minimo di 400 milioni a un massimo di 1 miliardo e 700 milioni.

Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, forte dei suoi numeri, ha già detto che le cifre sono "impietose", mentre il suo vice leghista Edoardo Rixi ha confermato che "l'opera va completata". Ma al di là delle dichiarazioni, adesso sono i numeri a parlare.

E ce ne sarebbero alcuni uguali per tutti. Dalle analisi pubblicate dal MIT emerge che bloccare il tunnel della Torino-Lione, cioè il tratto transfrontaliero, comporti all'Italia un costo di 3,5 miliardi: circa 2 miliardi per pagare le penali alle imprese, alla Francia e all'Ue e 1,8...

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