TAV, il giorno della verità: la mozione M5S contro l'opera

(AP Photo/Gregorio Borgia)


Il governo è in bilico: la tensione continua a crescere e in tanti sono convinti che Matteo Salvini possa aprire al voto anticipato da un momento all'altro, specialmente dopo che ha annunciato che "è sciocco negare che da qualche mese di troppo ci sono polemiche e litigi con critiche surreali come quelle di Toninelli. Si può mantenere il rispetto personale, ma se si esaurisce la spinta... Le elezioni anticipate? Vedremo, anche prima di settembre", nella serata del 6 agosto.


E così, il prossimo passo verso il baratro potrebbe essere la mozione dell'alleato Movimento 5 Stelle contro la Tav, che oggi, 7 agosto, sarà votata in Senato e, molto probabilmente, bocciata. In 107 grillini sono pronti a dire no al proseguimento dei lavori dell'Alta Velocità Torino-Lione. Ma la Lega di Salvini (58 senatori) ha già annunciato che voterà contro e sosterrà invece (che sorpresa) i testi pro-TAV di Pd (51), Forza Italia (61) e FdI (18). E siamo già a 188 voti favorevoli.


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Il Corrriere della Sera ha domandato al ministro Toninelli che senso abbia tentare ora la carta di una mozione che probabilmente verrà respinta.

"Poco importa che ci siano poche chance. Come si ferma la Tav? Si ferma in Parlamento, essendo il frutto di un accordo italo-francese ratificato dall'Aula. Vedremo chi si metterà insieme per portare avanti quest'opera. Un'opera negativa e lo capiranno tutti negli anni a venire", ha risposto il ministro.

Sarà. Ma la sensazione, al momento, è che Luigi Di Maio stia servendo a Matteo Salvini l’opzione di una rottura di governo su un piatto d'argento, tanto che lo stesso leader del Carroccio ha fatto sapere: "Tornerò a chiedere il voto degli italiani se dovessi avere la certezza che le strade di Lega e M5s sono ormai troppo diverse su temi come lavoro, energia, scuola".


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