Scontri tra No Tav e polizia in Val di Susa, 40 denunciati

Quarantotto manifestanti denunciati, molti dei quali vicini al centro sociale Askatasuna di Torino, compreso il leader storico del movimento No Tav, Giorgio Rossetto, un poliziotto leggermente ferito. È il bilancio dei disordini avvenuti oggi in Val di Susa in occasione del corteo contro la Torino-Lione, partito nel primo pomeriggio da Venaus.Poche ore dopo l'invio della lettera all'agenzia per le infrastrutture dell'Ue con cui il Mit ha confermato che i lavori per l'opera andranno avanti, in migliaia hanno sfilato in direzione Chiomonte, sede del cantiere dell'alta velocità. Il leader storico No Tav Alberto Perino prima della partenza aveva ribadito l'invito a evitare qualsiasi azione violenta e provocatoria, perché altrimenti sarebbe stato "un regalo a Salvini".Un appello caduto nel vuoto quando un gruppo di attivisti con il volto coperto si è staccato dal corteo principale e ha forzato il cancello che si trova in fondo al sentiero gallo-romano, divelto con un flessibile. Successivamente, alcuni di loro hanno cercato di aprire un varco nella cancellata con la fiamma ossidrica, per poi dirigersi verso la 'zona rossa'.Subito dopo i manifestanti si sono resi protagonisti di una sassaiola, con la polizia che ha risposto esplodendo lacrimogeni. "Abbiamo ripristinato la legalità, questa è una via francofona, l'antica via delle Gallie che e' stata chiusa illegalmente", ha spiegato un esponente del movimento che si oppone all'alta velocità. Nel frattempo alcuni manifestanti hanno raggiunto il ponte sul fiume Clarea, quindi è stato appeso uno striscione sulla rete a protezione del cantiere con la scritta "Fermarlo tocca a noi No tav".Nel tardo pomeriggio, a seguito del lancio di alcune bombe carta, la polizia ha risposto ancora con i lacrimogeni, allontanando i manifestanti. "Abbiamo dimostrato che il cantiere è violabile, ha detto uno degli organizzatori di ritorno a Venaus. I militanti delusi dal M5sIl Movimento, nella manifestazione di oggi, ha ribadito la distanza da M5s dopo il via libera del governo giallo verde alla Torino-Lione. "Comunichiamo che non ci facciamo prendere in giro e che il movimento non si farà prendere in giro da nessuno: diciamo a tutti i politici, M5S in primis, - hanno affermato marciando verso il cantiere- che i loro giochi di potere e di poltrone non ci interessano".Più netto ancora il leader storico Alberto Perino: " Non mi interessa sentire Grillo, mi è bastata la sua dichiarazione. Sono deluso con lui a livello personale perché c'era un rapporto di stima, non dico di amicizia. Non ho capito la sua presa di posizione".

Continuano gli scontri tra forze dell'ordine e attivisti No Tav in Val di Susa, con la polizia che ha lanciato dei lacrimogeni in prossimità della recinzione del cantiere della Tav per arginare i tentativi di accesso di un gruppo di manifestanti, alcuni dei quali - come conferma la questura - hanno lanciato decine di bombe carta in direzione degli agenti.

Gli scontri sono iniziati quando un gruppo di attivisti, tutti con il volto coperto, giunti al cancello posto lungo il sentiero gallo-romano, ha iniziato a tagliare la recinzione con un flessibile. Da lì i manifestanti hanno iniziato a passare oltre al varco creato nella prima recinzione lungo il sentiero che porta al cantiere, nella cosiddetta "zona rossa". Alcuni di loro, sempre a volto coperto, hanno tirato sassi contro la polizia, che ha risposto con un lancio di lacrimogeni. 

"Abbiamo ripristinato la legalità, questa è una via francofona, l'antica via delle Gallie - dice un esponente del movimento che si oppone alla Torino-Lione - che è stata chiusa illegalmente". Al momento la polizia ha denunciato 40 persone vicine al centro sociale Askatasuna di Torino. Fra questi il leader storico nazionale, Giorgio Rossetto, che avrebbe preso parte alla demolizione del cancello. 

Secondo la questura i manifestanti sarebbero diverse migliaia, alcuni dei quali appartenenti alla galassia antagonista e provenienti da centri sociali di tutta Italia. Le forze dell'ordine monitorano con attenzione la situazione e, in particolare, un camioncino che segue il corteo.

Sulla rete a protezione del cantiere è stato appeso uno striscione che recita "Fermarlo tocca a noi No Tav". Intanto, alcuni giovani con il volto coperto, utilizzando la fiamma ossidrica con l'aiuto di un generatore di corrente, stanno tentando di abbattere totalmente la prima recinzione sul sentiero, dove in un primo tempo era stato aperto solo un varco che ha consentito l'accesso dei manifestanti.