Tavani (Inaf): in 10 anni troveremo esopianeta simile alla Terra

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Image from askanews web site
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Roma, 8 set. (askanews) - "Facciamo una scommessa: da qui a dieci anni avremo individuato pianeti simili alla Terra" al di fuori del nostro Sistema solare. A lanciare la sfida è il presidente dell'Inaf Marco Tavani aprendo questa mattina, presso la sede centrale dell'Istituto nazionale di astrofisica, la conferenza del premio Nobel per la fisica 2019 Michel Mayor a cui si deve la scoperta nel 1995 del primo esopianeta, 51 Pegasi b

"Stiamo vivendo un'epoca sensazionale per la comprensione del nostro ruolo nell'Universo: in meno di trenta anni siamo passati dalla prima, fugace scoperta di un pianeta al di fuori del nostro Sistema solare alla continua individuazione di nuovi mondi, ormai su base giornaliera", ha detto Tavani. "La strumentazione astronomica dedicata a queste osservazioni, da terra e dallo spazio, è sempre più sensibile e precisa, permettendoci non solo di rivelare nuovi esopianeti ma anche di misurarne le caratteristiche per poter affrontare una delle domande più profonde della storia dell'umanità: esistono pianeti abitabili simili alla Terra in grado di ospitare forme di vita?".

"Non ci potremo andare con le nostre astronavi ma potremo caratterizzarli, conoscerne le caratteristiche chimiche" ha aggiunto Tavani sottolineando l'impegno dell'Europa nella realizzazione di E-Elt (Extremely Large Telescope), "un super super telescopio con uno specchio di 39 metri, che sarà il più grande telescopio in assoluto in cui l'Italia con l'Europa vuole avere un ruolo di primo piano". Questo strumento consentirà di aprire nuove finestre di conoscenza nella caterizzazione degli esopianeti, "nella scoperta di tracce biologiche nell'atmosfera, per individuare eventuali pianeti simili alla Terra da qui a 10 anni. Facciamo una scommessa".

"Il nostro Istituto è lanciatissimo nello studio dei pianeti extrasolari, un campo affascinante che ci porterà a conoscere dettagli non solo di come la Terra si è formata e di come si è evoluta insieme al nostro sistema solare, ma soprattutto consentirà di raggiungere l'obiettivo di identificare gli elementi biotici quindi la vita al di fuori della nostra Terra. Il nostro sistema solare - ha detto Tavani ad askanews - non ha situazioni facili oltre la Terra: Marte è un pianeta completamente rinseccolito, Venere è mefitica con i suoi gas velenosi. Per cui trovare il pianeta giusto al posto giusto è difficile".

"Noi - ha detto ancora - siamo molto impegnati in programmi sia dalla Terra che dallo spazio per lo studio dei pianeti extrasolari. Da terra abbiamo diversi telescopi anche di nostra proprietà coinvolti, il più importante è il telescopio Galileo di proprietà dello Stato e dell'Inaf" e poi "abbiamo una serie di collaborazioni spaziali soprattutto con l'ESA che ci consentono di approfondire vari temi".

"Il programma forse più ambizioso - ha ribadito il presidente dell'Inaf - è la realizzazione di E-ELT questo super super telescopio dal diametro di 39 metri, che sarà il più grande del mondo attualmente in costruzione in Cile da un consorzio europeo e questo permetterà all'Italia di avere accesso a uno strumento eccezionale. In più noi, come Inaf e come Italia, vogliamo essere leader nello studio delle atmosfere dei pianeti che si farà con questo super telescopio. È un progetto nel progetto di cui ho anche parlato con il ministro della Ricerca Maria Cristina Messa e lei è entusiasta all'idea che l'Italia possa essere leader nello studio delle atmosfere. Trovare un'atmosfera simile alla nostra sarebbe eccezionale e ci permetterebbe di focalizzarci su questi oggetti in modo potente".

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