I taxi si fermano per protestare contro il ddl concorrenza

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AGI - I tassisti tornano in piazza e si fermano per tuta la giornata del 24 novembre, dalle 8 alle 22. La protesta, confermano i sindacati, culmina con un corteo a Roma.  La manifestazione, parte da piazza della Repubblica, passa per via Cavour per concludersi a piazza Madonna di Loreto, dietro piazza Venezia.  Le iniziative di protesta - spiegano ancora una volta i sindacati dei taxi - proseguiranno fino a quando "l'articolo 8 del ddl concorrenza non sarà ritirato e non saranno emanati i decreti attuativi della legge 12 del 2019". E ribadiscono: "Con il ddl si tradisce un accordo per avvantaggiare le multinazionali. Noi rispondiamo con manifestazioni unitarie ad oltranza". La protesta delle auto bianche è principalmente contro il riordino dei servizi di mobilità urbana non di linea inseriti nel ddl concorrenza. 

Cori e petardi a Roma

Cori e petardi a piazza della Repubblica, al centro di Roma, per lo sciopero indetto dai taxi contro il Ddl concorrenza. Tante le bandiere, tra cui anche quelle dell'Italia, sventolate nel corteo. "Siamo qui per difendere il nostro lavoro. Tra di noi ci sono realtà diverse e anche famiglie monoreddito". Lo dice all'AGI Alessandro, 40 anni, tassista del '3570' presente a piazza della Repubblica. "Vogliono liberalizzare il mercato, noi siamo un servizio pubblico. Loro (il governo, ndr) vogliono spostare l'attenzione dal trasporto pubblico al privato", aggiunge Fabiano, 50 anni, anche lui iscritto al '3570'. "Noi siamo gestiti e regolamentati. Non ci si può improvvisare attraverso applicazioni".

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