Tazza (Sistema Impresa): "Sindacato unico non fa il bene del sistema produttivo italiano"

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Alla proposta di un sindacato unico avanzata da Romano Prodi nel convegno torinese sui 110 anni di Confindustria, risponde Berlino Tazza, presidente della confederazione Sistema Impresa alla quale aderiscono 160mila micro, piccole e medie imprese del terziario attive su tutto il territorio nazionale. "Si tratta di una suggestione che non fa il bene del sistema produttivo italiano - interviene Tazza - e questo sia che riguardi il lato dei lavoratori sia che riguardi il lato datoriale". 

"Sul piano ideale - continua Tazza - la libertà e il pluralismo sindacale sono valori inalienabili. Come sul fronte politico i padri costituenti hanno adottato il modello della democrazia parlamentare così, sul fronte sindacale, hanno evitato di prescrivere una omologazione delle identità e delle posizioni in merito alla rappresentanza delle forze produttive. Un conto è armonizzare proposte diversificate attraverso percorsi di concertazione e un conto è imporre una sola proposta mortificando gli accenti, le sensibilità e le soluzioni che non possono non tenere conto anche delle comunità politiche e valoriali di appartenenza".  

"Stupisce - avverte - che una proposta di questi tipo venga da chi è stato e continua ad essere presentato come un potenziale aspirante alla più alta carica dello Stato che, per sua natura, richiede il più totale rispetto dei dettami costituzionali". 

"La proposta di immaginare - continua Tazza - un sindacato unico dei lavoratori o delle imprese, non può non confrontarsi con i tentativi fatti in tal senso che hanno condotto a rappresentare interessi troppo diversificati se non a volte contrapposti creando una evidente incompatibilità che ha avuto l’effetto di compromettere il progetto originario". 

"Sistema Impresa - sottolinea il presidente Tazza - ha sviluppato una identità e un programma di azione indirizzati alla tutela e alla promozione delle pmi che operano nel settore del commercio, dei servizi e del turismo. Sosteniamo con forza battaglie che altrove non hanno trovato lo stesso interesse come il radicamento di una contrattazione di secondo livello secondo logiche territoriali e di prossimità oppure, più di recente, la grande iniziativa di diffusione dei Modelli di organizzazione e gestione in materia di salute e sicurezza che ci ha visto collaborare attivamente con Inail".  

"Sono esempi - conclude Tazza - di come il pluralismo sindacale abbia fornito strumenti efficaci e innovativi. La leale concorrenza, quando non degenera nella parcellizzazione ma nasce da solide basi di rappresentanza che a nostro avviso devono essere ricavate anche da un conteggio delle adesioni agli strumenti bilaterali, può essere la via migliore per ottenere una contrattazione di qualità".