Un'app e un sensore per creare la perfetta tazza di tè

Stefania Leo
Teap

Quanto bisogna far bollire l'acqua per il tè? Ma poi deve bollire tanto o solo riscaldarsi? E la bustina, quanto va lasciata in infusione? Domande amletiche per chi si sta avvicinando al mondo dell'antica bevanda, ma anche per chi si definisce un maniaco del tè. Ma presto ad aiutarci nel rito delle cinque del pomeriggio (e per molti, anche delle otto di mattina) arriva Teap, un progetto basato sul dialogo tra un'app e un sensore che permette di monitorare la perfetta temperatura dell'acqua e il tempo di infusione del tè. L'applicazione - per ora pensata per Android - offre informazioni sul tipo di tè scelto, sul tempo di infusione e sui suoi benefici. Il dispositivo ha un sensore infrarossi che deve essere posto nei pressi del bollitore, così da monitorarne la temperatura. Ecco come funziona.

L'idea nasce dall'unione delle menti di tre ingegneri informatici (Livia Blasi, Roberto di Vincenzo, Anna Rita Mautone) e un product designer (Alfonso Tiberio).

"Tutto è nato grazie a un corso interfacoltà a La Sapienza", ci spiega Livia Blasi. "Dovevamo creare qualcosa che implementasse l'interazione uomo-macchina, sviluppando un tema come la salute. Il progetto non doveva essere pensato per i tecnici, ma per persone comuni. Ecco che, dopo una fase di brainstorming, prima abbiamo pensato a un dispositivo che monitorasse la preparazione del tè".

Benché l'Italia sia una Repubblica basata sul caffè, per alcuni limiti tecnici Teap non è ancora a disposizione dei maniaci della moka. Ma perché fermarsi all'Italia quando si può pensare in grande? "Per monitorare la moka, dovremmo modificare il dispositivo, creando un sensore a immersione. In questa fase quindi ci siamo concentrati sul tè, ma il dispositivo può monitorare la preparazione del french coffee o il riscaldamanto del latte per i bambini".

La squadra dietro Teap ha esordito con un prototipo alla Maker Faire di Roma e, se avessero avuto il prodotto finito pronto per la vendita, probabilmente avrebbero esaurito ogni scorta. "Devo dire che siamo rimasti molto colpiti dall'accoglienza del nostro progetto, anche rispetto a idee molto più complesse. Molte persone l'avrebbero anche comprato lì, forse perché può essere il perfetto regalo di Natale!", spiega Livia Blasi. "Ora però dobbiamo capire come muoverci". Sì, perché il team non ha ancora un piano finanziario o di crowdfunding che permetta di sapere quando potremo accogliere Teap nelle nostre cucine. Ma c'è già un'ipotesi di costo: "Credo che il giusto prezzo dovrebbe aggirarsi intorno ai 15 euro".

Se dovesse definire la sua squadra, assegnando a ognuno il nome di un tipo di tè, ecco cosa finirebbe nella tazza di Livia. "Io mi sento un tè verde aromatizzato, floreale, perché penso a una bevanda che dia forza ma che offra anche una varietà di gusto. Annarita invece è un tè nero, perché è una persona molto solida. Roberto è un Rooibos, perché è una sicurezza. Alfonso invece è un tè bianco perché è una rarità". Il risultato? Una miscela esplosiva e soprattutto molto creativa.