Teatro alla Scala di Milano: la storia in breve

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Il Teatro alla Scala di Milano è fra il luoghi della cultura italiana più importanti ed apprezzati a livello internazionale, ed ogni anno ospita spettacoli di elevata qualità che mettono in mostra le doti artistiche e la genialità di musicisti, direttori d’orchestra di fama mondiale, scenografi, registi ed artisti in un successo che si rinnova, ormai da secoli.

Teatro alla Scala di Milano: l’inaugurazione

Nel febbraio del 1776 uno spaventoso incendio distrusse completamente il Teatro Regio di Villa Reale, fino ad allora utilizzato per le principali rappresentazioni musicali, alle quali partecipava tutta l’aristocrazia europea e la famiglia reale. Poiché la città non poteva rimanere senza un importante punto di riferimento culturale, Maria Teresa d’Austria emanò un decreto per la costruzione di un nuovo teatro che doveva essere il più grande e più fastoso mai realizzato. Lo stesso Teatro dell’Opera di Vienna, poi, fu realizzato ispirandosi ad esso. L’edificio fu fatto al posto della chiesa di Santa Maria alla Scala, già allora pericolante. All’architetto Giuseppe Piermarini fu affidato il progetto che fu portato a termine grazie ad una raccolta fondi fatta fra i possessori dei palchi del Teatro Regio ormai distrutto.

Alla fine del Settecento, tutta la zona aveva un assetto urbanistico diverso, poiché non c’era la piazza antistante ed intorno si trovavano palazzi che rendevano angusta tutta la zona; è stato per questo motivo che Piermarini progettò anche un porticato in grado di far passare le carrozze in modo indipendente rispetto ai pedoni. L’inaugurazione avvenne appena due anni dopo, nel 1778 ed il primo spettacolo fu l’Europa Riconosciuta di Salieri.

Teatro alla Scala di Milano: la storia

I tempi erano destinati a cambiare rapidamente e acausa di nuovi stravolgimenti politici i palchi furono privati di ogni tipo di stemma nobiliare. Con Napoleone, poi, venne definitivamente eliminato il palco reale. Agli inizi dell’Ottocento il Teatro alla Scala subì delle modifiche, con l’aggiunta di tutta una serie di decori che possono essere ammirati anche oggi. Qualche anno dopo, inoltre, si rese necessario ampliare il palcoscenico abbattendo alcune delle case presenti in quella che adesso è via Verdi.

Nel 1858, poi, tutti i palazzi intorno furono abbattuti per realizzare la piazza che si trova fra il Teatro e Palazzo Marino. Di fondamentale importanza fu la presenza della ditta Ricordi nello sviluppo della Scala, poiché in quel periodo essa aveva l’assoluta egemonia su tutto ciò che riguardava la musica ed i diritti di tutti i compositori; di fatto era la Ricordi che decideva cosa si dovesse suonare presso il Teatro alla Scala. Nel 1883 l’energia elettrica arrivò nel teatro e fu un grande passo avanti.

La grandezza del Teatro alla Scala attraverso il tempo

Il Teatro alla Scala è diventato immortale attraverso l’opera ed il genio di grandi uomini che, con la loro arte hanno lasciato un segno indelebile nella storia non solo di Milano, ma di tutta l’Italia. Attraverso i secoli, infatti, questo edificio è stato testimone del passaggio di geni assoluti, ognuno dei quali ha contribuito alla sua grandezza. Da Piermarini che lo ha progettato, a Verdi o Rossini che hanno potuto esprimere su quel palco la loro bravura, ognuno di essi si è reso partecipe della costruzione di una parte della storia dell’Italia anche se, il Teatro alla Scala, in origine è stata un’istituzione austriaca.

Vittorio Emanuele II assistette, nel 1859, alla Lucia di Lammermoor, capolavoro di Donizetti alla quale seguì la prima assoluta dell’Aida di Verdi. Alla fine dell’Ottocento, però, il teatro venne chiuso a causa di ristrettezze economiche e fu solo grazie all’intervento di un ricco patriota, Guido Visconti di Modrone, che un anno dopo esso poté riaprire sotto la direzione del maestro Arturo Toscanini. Nel periodo compreso fra le due grandi guerre anche il Teatro alla Scala attraversò un momento di grande incertezza e nel 1943 fu duramente colpito dai bombardamenti che interessarono Milano.

Dal 1945 iniziarono i lavori di ristrutturazione e, nel 1946, la stagione venne inaugurata con La Gazza Ladra ed il ritorno di Toscanini. Nonostante alterne vicende legate al periodo delle contestazioni del 1968, da allora il teatro fu il fulcro della cultura milanese e non solo, punto di riferimento degli amanti della musica che ogni anno si ritrovano agli appuntamenti mondani legati all’inaugurazione della stagione musicale di Milano.