Teatro alla Scala: Mirella Freni era parte della nostra famiglia

Red-Alp

Milano, 10 feb. (askanews) - "La notizia della scomparsa di Mirella Freni ha colpito profondamente tutti i lavoratori, i musicisti, la direzione del Teatro alla Scala. Prima della recita del Trovatore di domenica 9 febbraio il pubblico le ha dedicato un minuto di commosso silenzio. Mirella Freni faceva parte della famiglia della Scala e tra le grandi voci del '900 forse nessuna ha ricevuto dal pubblico e dai colleghi un affetto così incondizionato. In trentaquattro anni di presenza al Piermarini, dal 1962 al 1996, Mirella Freni è stata protagonista di alcuni degli spettacoli che hanno costruito l'identità del Teatro, incluse sette inaugurazioni di stagione". Così il Teatro alla Scala di Milano ha ricordato la grande soprano modenese scomparsa ieri a 84 anni. Alla cantante il Piermarini dedicherà il prossimo 3 giugno la prima di Fedora di Umberto Giordano, l'ultima parte affrontata dalla Freni sul palcoscenico scaligero il 14 giugno 1996, in una recita con Placido Domingo.

"Il suo proverbiale rigore, la musicalità innata ma forgiata nello studio e nel rispetto della partitura ne hanno fatto un'interprete amata dai direttori d'orchestra quanto dal pubblico: è Herbert von Karajan a volerla come Mimì ne La bohème con la regia di Franco Zeffirelli nel 1963; sul podio di questa produzione si avvicendano nel corso degli anni Nino Sanzogno, Georges Prêtre, Carlos Kleiber e Gianandrea Gavazzeni, che guida la Freni anche nei territori del Verismo con L'amico Fritz, Adriana Lecouvreur, Fedora" si legge ancora nel lungo ricordato dedicato dalla Scala alla Freni, ricordando che "Kleiber la riporta al 7 dicembre nel 1967 con lo storico Otello con Plácido Domingo. Centrale nella storia dell'interpretazione al Teatro alla Scala è il suo rapporto con Claudio Abbado che la dirige in Simon Boccanegra, Le nozze di Figaro, Don Carlo e Requiem, ma restano memorabili anche le inaugurazioni verdiane con Falstaff diretto da Lorin Maazel e Ernani diretto da Riccardo Muti; Seiji Ozawa la dirige invece in Evgenij Onegin. Straordinari i sodalizi con i colleghi: primi tra tutti Luciano Pavarotti e Nicolai Ghiaurov, ma con lei dividono regolarmente il palcoscenico Plácido Domingo, Gianni Raimondi, Rolando Panerai, Piero Cappuccilli, Elena Obraztsova e moltissimi altri".