Teatro dell'assurdo sul caso Gregoretti

Giuseppe Alberto Falci
Members of the Senate commission on parliamentary immunity meet to decide wether to lift immunity to Lega party leader Matteo Salvini to put him on trial for alleged kidnapping for keeping migrants aboard a rescue ship when he was interior minister, in Rome, Monday, Jan. 20, 2020. Salvini insists he acted to safeguard Italy's borders when he refused for six days to allow the coast guard ship Gregoretti bring 131 rescued migrants ashore to Sicily in July 2019. (Roberto Monaldo/LaPresse via AP)

Il governo che pure vuole il processo a Salvini diserta la seduta a Palazzo della Sapienza, dove si riunisce la Giunta delle elezioni e per le immunità parlamentari, Matteo Salvini che vuole evitare la sbarra si consegna ai giudici da solo, Maurizio Gasparri, il presidentissimo della Giunta, scrive denunce a getto  continuo, il centrodestra si spacca, insomma, ecco la cronaca di un delirio annunciato, di una giornata surreale dove si consuma tutto e il suo contrario. Dove appunto si celebra una sorta di teatro dell’assurdo a pochi giorni dalla partita delle regionali in Emilia Romagna, regione rossa per antonomasia. Un match che può decidere le sorti del governo, o comunque il destino del Pd e dell’alleanza con i “compagni” dei Cinquestelle. 

E’ il giorno del voto sul caso Gregoretti. Ecco, la domanda che incombe è:  la scelta di Salvini di impedire lo sbarco di 131 migranti è stata collegiale, condivisa con tutto il governo? Luca Carabetta, enfant prodige del grillismo, ironizza davanti a un caffé: “Lo processiamo o non lo processiamo? Non ci presentiamo”. Federico Fornaro, deputato di LeU, espertissimo di sistemi elettorali, si ritrae: “Non lo so. Se la vede Grasso”. Per il resto il Transatlantico di Montecitorio è più che deserto. 

 

 

Palazzo Madama è invece il campo da giuoco. Alle 15 la maggioranza riunisce i componenti della Giunta per stabilire il da farsi: autorizzare o non autorizzare il processo al Capitano leghista? Indire il processo per sequestro di persona e abuso per la presenza di minori, prima o dopo l’Emilia Romagna? E’ quest’ultima la domanda delle domande che attanaglia i pensieri del Nazareno e delle truppe di Luigi Di Maio. La riunione si protrae per più di un’ora. Alla fine decidono di non decidere e di puntare le fiches sulla terza via: ovvero disertare la seduta, convocata per le 17. Perché? Andrea Marcucci, in qualità di capogruppo del Pd, si palesa davanti a telecamere e cronisti e la mette...

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