Teatro, in scena al Globe Theatre 'Romeo e Giulietta' firmato Gigi Proietti

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Dal 30 giugno al 25 luglio ore 21 (dal mercoledì alla domenica) in scena al Globe Theatre di Roma 'Romeo e Giulietta' di William Shakespeare per la regia di Gigi Proietti. "C'è un lato positivo nel tempo che passa. Si può guardare indietro, cambiare prospettiva, qualche volta tornare sui propri passi. Nel caso di un testo, il ritorno è una possibilità per rivedere e sviluppare intuizioni e pensieri rimasti inespressi, scartati a favore di altri per mancanza di sintonie, di tempo, di coraggio. Ho amato molto la prima versione di Romeo e Giulietta, e amo molto questo nuovo allestimento, simile ma diverso". Con queste parole Gigi Proietti presentava l'ultima versione del suo 'Romeo e Giulietta'.

"Ho sempre pensato che la festa a casa Capuleti fosse una specie di sliding door, che attraversata o evitata conduce a storie diverse - spiegava ancora il grande regista - Se Romeo decidesse di non andare alla festa? E se tutta la storia fosse solo il sogno di una giovane mente eccitata dall'amore? E se fosse proprio l'amore la chiave che apre le porte del tempo proiettandoci nell'eterna favola dei due innamorati? Da qui sono partito per decidere di collocare la prima parte ai nostri giorni. La festa è un ballo in maschera , che dopo il primo sguardo e la fatidica scintilla si trasforma in un sogno di epoche lontane. Il pubblico si vedrà riflesso nella storia, in un gioco di specchi in cui si raccontano due realtà, due secoli, due mondi".

E aggiungeva: "così, se nella prima parte gli amici e Mercuzio danno voce alle loro passioni come rapper leggeri e Giulietta è una ragazzina di buona famiglia che canta e suona rock, e tutto è un vortice di energia e di gioia, poi la musica cambia, ci porta in un altro tempo e rigenera il mito. La storia si ripete e il rituale d'amore e odio non va a buon fine, come un rito iniziatico in cui l'eroe non riesce a superare la prova. Nessuno dei giovani oltrepassa il confine della maturità, nessun adulto li sa accompagnare nel viaggio. Si passa dai giochi alla tomba, come in ogni tempo può accadere, in una tristissima favola avvelenata dall'odio, che si trasforma nell'ecatombe di un futuro".

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