Tecnologia e tracciabilità del farmaco: dagli ospedali alle RSA

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Milano, 13 lug. (askanews) – Armadi robotizzati e carrelli intelligenti che dispensano le terapie già in sin-gole dosi; software che tracciano i farmaci dal momento della prescrizione fino alla somministrazione; braccialetti identificativi per associare i medicinali a uno specifico paziente, senza rischio di errore. Sono le esperienze dell’ospedale 3.0 in corso già da diversi anni in Lombardia, partite in ambito ospedaliero, di recente sono state introdotte anche nelle prime RSA. Di questo si è parlato a Milano, al convegno “Tracciabilità, sicurezza ed efficienza nella sanità lombarda del futuro”, promosso da Value Relations in collaborazione con la Commissione Sanità e Politiche Sociali di Regione Lombardia.

“Questi modelli e questa realtà – ha detto Giancarlo Taddei, primario emerito dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo – dopo dieci anni di attività ha potuto dimostrare che con il percorso della prescrizione informatizzata su cartella clinica elettronica, su quello della personalizzazione delle terapie attraverso l’uso delle monodosi e della robotica, ci ha permesso di abbattere l’errore in terapia, di tracciare il percorso del farmaco e del dispositivo medico e di ridurre i carichi di lavoro assistenziali, che oggi sono affidati a un software e a dei robot”.

L’acquisto e la logistica di farmaci e dispositivi medici incidono per il 20% sui costi totali sostenuti dagli ospedali, collocandosi al secondo posto tra le voci di spesa. Inoltre su circa 8 milioni di persone ricoverate ogni anno negli ospedali italiani, si calcola che 320mila, pari al 4%, riportino danni e malattie dovuti a errori nelle cure o a un’organizzazione inadeguata delle strutture sanitarie. Problematiche che le soluzioni tecnologiche possono contribuire a risolvere. “Questo trend – ha aggiunto Marco Trivelli, direttore generale della ASST Brianza – è da cogliere, perché l’esigenza che noi abbiamo di sostenibilità economica, di sostenibilità ambientale, di grande connessione tra tutti i soggetti protagonisti della cura possono essere supportati dalle opportunità che la tecnologia offre”.

Nel convegno sono stati anche evidenziati i risultati ottenuti nelle strutture che in Lombardia hanno già intrapreso questa strada: errori di prescrizione e somministrazione ridotti fino al 100%, azzeramento dei farmaci scaduti, un risparmio medio del 15-25% sui consumi e del 20-40% sulle giacenze di magazzino, con un generale recupero del tempo di infermieri e farmacisti ospedalieri.

Presente a Milano anche Deenova, una delle aziende che operano anche nel settore della tecnologia per la sanità. “La nostra azienda – ha detto Giorgio Pavesi, presidente e amministratore delegato – è pioniera nelle soluzioni per realizzare in modo automatico la terapia per i pazienti, sia che si tratti del contesto ospedaliero, sia che si tratti di una residenza per anziani e addirittura tra poco anche a domicilio dei pazienti. Quindi sono sistemi che permettono, dalla prescrizione del medico, di realizzare in modo automatico la tera-pia, così l’infermiere può lavorare in modo più sicuro e anche il paziente è sicuro di ricevere una terapia adeguata alle sue necessità”.

Dal convegno poi è emersa un’altra indicazione: dopo ospedali e RSA l’automazione del farmaco potrebbe arrivare anche nelle farmacie.

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