Telecom Italia, terzo profit warning in un anno, titolo in calo

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Il logo TIM presso la sede a Roma

ROMA (Reuters) - Telecom Italia, che ha ricevuto una proposta di acquisto dal fondo statunitense Kkr, ha lanciato il terzo profit warning dell'anno tagliando le previsioni di Ebitda organico della divisione Domestic per il 2021, principalmente a causa dei minori ricavi della telefonia fissa in parte connessi all'andamento dell'accordo con Dazn per la distribuzione della Serie A Tim.

L'Ebitda AL organico della Business Unit Domestic, dice la società in una nota di ieri sera, è ora stimato in diminuzione 'low teens decrease' rispetto al 2020, in peggioramento rispetto all'indicazione precedente di ottobre ('high single-digit decrease').

In Borsa il titolo ha aperto in ribasso e poco dopo le 13 segna un calo dell'1,35% a 0,4372 euro.

A inizio anno Tim aveva siglato un accordo con Dazn per spingere i suoi servizi di connessione a banda larga e di pay-tv, ma l'andamento dei ricavi legati a questo accordo è inferiore a quanto previsto.

Ora Tim dice che eventuali accantonamenti one-off saranno determinati in base alla "rinegoziazione in corso dell'accordo con Dazn e saranno valutati in sede di bilancio 2021".

La crescita della Business Unit Brasile, che resta stimata 'mid single-digit', porta l'Ebitda AL consolidato organico di gruppo 2021 a una stima superiore a 5,4 miliardi di euro, si legge ancora nel comunicato.

Resta 'low single-digit' l'andamento dei ricavi organici del gruppo e l'indebitamento finanziario netto consolidato rettificato AL è atteso a circa 17,6 miliardi di euro dopo il pagamento di licenze per 435 milioni di euro, di cui 140 milioni di euro a seguito dell'aggiudicazione delle frequenze 5G in Brasile.

Il consiglio di amministrazione di Tim si riunisce domani per discutere come rispondere alla proposta di acquisto da 33 miliardi (10,8 miliardi se si esclude il debito netto di 22,5 miliardi) fatta da Kkr.

Quattro fonti hanno detto a Reuters che Vivendi, principale azionista di Tim, sta pensando di spingere per un rimpasto del consiglio nel tentativo di spodestare l'ex amministratore delegato Luigi Gubitosi, che considera responsabile della sottoperformance di Tim.

Gubitosi ha lasciato l'incarico di amministratore delegato di Tim il mese scorso, ma non si è dimesso dal consiglio di amministrazione, impedendo a Pietro Labriola, nominato direttore generale e, secondo fonti, candidato al ruolo di AD, di entrare nel board.

Una portavoce di Tim ha ribadito che la scelta del nuovo AD prosegue come indicato dal gruppo telefonico lo scorso 26 novembre.

(Stefano Bernabei, in redazione a Milano Sabina Suzzi, Gianluca Semeraro)

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