Telefonata Conte-Von der Leyen apre la strada a un coordinamento europeo per le misure sanitarie

Paolo Molinari
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AGI - Il presidente del Consiglio lo aveva annunciato ieri: serve un coordinamento europeo sulle misure per fronteggiare l'epidemia. L'esempio portato da Giuseppe Conte riguardava il tema di giornata, la chiusura degli impianti sciistici: come si fa a garantire che, con gli impianti italiani chiusi, i nostri connazionali non vadano a sciare in Francia o in Austria per poi tornare contribuendo così ad un nuovo innalzamento della curva del contagio? Questa la domanda che si pone il premier.

E oggi Conte da seguito a questo proposito affrontando il tema con la presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen. Un colloquio che Conte ha sintetizzato così su Twitter: "Ottimo scambio di vedute oggi con Von der Leyen su Global Health Summit in collegamento con il G20, coordinamento europeo delle misure sanitarie sul Covid-19 in occasione del periodo natalizio, un'azione europea più efficace sul tema migrazione con i Paesi extra-UE, e su Brexit".

Il primo step per arrivare al coordinamento europeo potrebbe essere, dunque, il G20 della salute annunciato pochi giorni fa dal presidente del consiglio e che si terrà nel 2021, durante la presidenza italiana del G20.

Subito dopo la telefonata con la numero uno della Commissione, il presidente del Consiglio ha riunito i capi delegazione dei partiti di governo per aggiornarli a fare il punto sulle prossime mosse.Il clima all'interno della maggioranza è, infatti, tornato incandescente nelle ultime ore, soprattutto dopo lo stop al percorso di riforme che sembrava ormai avviato con la convocazione del tavolo di maggioranza.

Il Partito Democratico ha espresso la sua preoccupazione per il rischio di vedere il governo impantanarsi. Per i dem, spetta a Conte imprimere una accelerazione al lavoro nella maggioranza ed esercitare il suo ruolo di garante del patto di governo. I Cinque Stelle, incassato il taglio dei parlamentari, non intendono "stravolgere" la Carta Costituzionale con riforme che, ritengono, non siano comprese nel patto. Diametralmente opposta è la linea di Italia Viva che sottolinea la necessità di non accontentarsi di piccole modifiche regolamentari e punta alla riforma del Titolo V, nuovo cavallo di battaglia del leader Matteo Renzi.

Una posizione che, è il sospetto in ambienti parlamentari dem, nasconde il timore di una legge elettorale con soglia di sbarramento troppo alta. A parte questo, però, su una cosa Partito Democratico e Italia Viva sono d'accordo in questo momento: non si può rimanere fermi, occorre dare un impulso all'azione di governo per scongiurare il rischio della palude.

Il nodo principale nella maggioranza rimane, tuttavia, il Mes, con il Pd e Iv che insistono sul si' all'utilizzo del fondo Salva-Stati mentre il Movimento 5 stelle continua a frenare. Lunedì, se ne discuterà anche all'Ecofin, dove sarà presente il ministro Roberto Gualtieri, presente questa mattina con i colleghi Roberto Speranza e Vincenzo Amendola alla riunione di Conte con i capi delegazione, in cui si sarebbe toccato anche il tema del meccanismo di stabilità europeo.