Telefonia: inventore microchip, 'Uso la tecnologia per il bene di tutti'

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(di Elvira Terranova) - "Steve Jobs aveva visione, gli americani e anche gli europei, tranne lui non hanno avuto visione. E la mancanza di visione si paga cara". Sono le parole di Faderico Faggin, l'inventore del microchip che ha dato il via all’era del silicio, la rivoluzione hi tech che ha cambiato le nostre vite con apparecchi sempre più piccoli, potenti e veloci. Faggin, intervenuto oggi al meeting internazionale 'Sud e Futuri' organizzata dall'associazione Magna Grecia a Palermo, ha ripercorso la sua vita fino ad arrivare alla Silicon Valley. Negli anni Ottanta, fu lui a progettare la prima tecnologia touch, che i giganti della telefonia per anni non capirono.  

"Dopo l'invenzione dei primi microprocessori della Intel, sono diventato un imprenditore e quindi ho creato la mia prima ditta che ha creato il microprocessore Z80, questi dispositivi hanno avuto molto successo e sono ancora oggi in produzione - spiega Faggin - La mia ultima ditta ha creato i touchpad e i touchscreen che usiamo comunemente per i nostri dispositivi portatili". "Io cerco di usare la tecnologia per il bene di tutti e questo ha a che fare con la capacità umana di controllare quello che facciamo", dice.  

"Noi abbiamo inventato il touchpad e il touchscreen, e ho capito subito che il touchscreen poteva essere usato nei telefonini portatili con grande vantaggio - dice ancora l'inventore del microchip- Quando i telefoni sono arrivati a un certo livello di intelligenza, agli inizi degli anni 2000, andavo in giro a presentare touchscreen alla Nokia e alla Motorola, e ad altri, facendo vedere che con il touchscreen si potevano ottenere grandi risultati. nessuno lo voleva. Per cinque anni siamo andati in giro e ci ridevano dietro, non ci credeva nessuno. Poi siamo arrivati alle Apple".  

"Quando abbiamo fatto vedere touchscreen a Steve Jobs, lui lo voleva ma non voleva spiegare per cosa, però voleva l'esclusiva e allora abbiamo detto no. Quindi se lo sono fatti loro, hanno introdotto l'iphone e questo ha creato mercato anche per noi, e abbiamo beneficiato per il prodotto touchscreen sul mercato".  

Poi, Faggin ha aggiunto: "Per gli scienziati il virtuale è reale e oggi c'è questa confusione fondamentale dove la simulazione della realtà è realtà. Per molti scienziati, soprattutto quelli che lavorano nell'intelligenza artificiale, questo è normale".