"Telefono sempre acceso e mille acrobazie". La dura vita di una maestra "orarista"

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TURIN, ITALY - SEPTEMBER 15: A teacher explains to her pupils during first day of school on September 15, 2020 in Turin, Italy. Don Milani school in the Vinovo district will start the fall semester with a model to ensure a safe reopening by installing sinks and soap dispensers outside each classroom, creating social distancing screens in classrooms and dining areas and installing hand sanitiser dispensers. According to the Ministry of Health, Coronavirus infection rates are climbing again in Italy from an average of 1000 new cases per day. (Photo by Diego Puletto/Getty Images) (Photo: Diego Puletto via Getty Images)
TURIN, ITALY - SEPTEMBER 15: A teacher explains to her pupils during first day of school on September 15, 2020 in Turin, Italy. Don Milani school in the Vinovo district will start the fall semester with a model to ensure a safe reopening by installing sinks and soap dispensers outside each classroom, creating social distancing screens in classrooms and dining areas and installing hand sanitiser dispensers. According to the Ministry of Health, Coronavirus infection rates are climbing again in Italy from an average of 1000 new cases per day. (Photo by Diego Puletto/Getty Images) (Photo: Diego Puletto via Getty Images)

“Organizzare le sostituzioni dei docenti in questo periodo è praticamente impossibile. Ho dovuto redigere un piano di rientro spostando le insegnanti di sostegno a coprire quelle classi che non hanno i docenti. Ma in questo modo le lezioni sono coperte solo fino a mercoledì. Poi non ho idea di cosa succederà”. Matilde (nome di fantasia) è docente in una scuola primaria della periferia nord di Torino. Nello stesso istituto è referente Covid e si occupa di revisionare gli orari dei docenti e di organizzare le sostituzioni di quelli assenti perché positivi, no Vax o per altre motivazioni. Nell’Istituto in cui lavora studiano circa 400 alunni distribuiti in 18 classi a tempo pieno (40 ore settimanali) e i docenti, tra quelli di classe e quelle di sostegno, sono circa 50. “Di questi sono 6 gli assenti al momento a causa del covid, più altri 2-3 che sono a casa per altri motivi” spiega Matilde. Nella situazione dell’insegnante si trovano molti “oraristi” italiani, il personale docente incaricato cioè di trovare i sostituti per le supplenze via via che i docenti di ruolo rimangono a casa.

Il lavoro di Matilde, dal rientro dopo le vacanze natalizie, è molto pesante. “Le classi al momento non sarebbero coperte se non avessi trovato il modo di spezzettare gli orari con differenti insegnanti. Ma ora ci sono bambini che rimangono senza insegnanti di sostegno e questo non è giusto” aggiunge la docente. È dalla vacanze natalizie che Matilde prepara il piano di rientro a scuola, cercando di tappare i buchi con tutti gli insegnanti disponibili, che al momento sono pochissimi, anzi quasi nessuno. “Ho il telefono sempre acceso e in qualsiasi momento la situazione può cambiare. Durante le vacanze ho pensato a come fare, anche perché abbiamo chiesto ai genitori di aggiornarci sui nuovi contagi degli studenti. Ho passato l’intero weekend prima della riapertura delle scuole a cercare soluzioni” racconta ancora Matilde. L’insegnante sottolinea che quello di organizzare gli orari e le sostituzioni ”è un impegno che va ben oltre il mio orario lavorativo”.

Il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi e il premier Mario Draghi, ieri, in conferenza stampa, hanno ribadito ancora una volta la necessità di tenere le scuole aperte. Il ministro Bianchi ha sottolineato come la quantità di docenti assenti perché positivi in tutto il Paese sia esigua. “Gli insegnanti positivi o in quarantena tra i docenti sono rispettivamente il 3,6% e 2,4%, quindi nel complesso un 6% dei docenti è assente per questo motivo” ha dichiarato Bianchi, che poi ha anche precisato che il numero di docenti che hanno deciso di non vaccinarsi ”è pari allo 0,7%”. Secondo il presidente ANP Antonello Giannelli, invece, ad oggi, “la stima di assenza tra prof e personale Ata è del 10%. E la percentuale è la stessa tra gli studenti”. Matilde sottolinea che in effetti anche solo il suo istituto è in grave difficoltà a causa della mancanza di insegnanti. “I docenti malati non rientreranno sicuramente questa settimana, e forse neanche la prossima. Devono ancora finire la quarantena e fare i tamponi. Ho chiesto in segreteria se riescono a far arrivare nuove docenti, ma mi hanno risposto che molti sono malati o rinunciano per altri incarichi” spiega la maestra. E non bastano neppure le insegnanti arruolate tramite Mad (messa a disposizione), “che nell’Istituto di al momento, sono quasi una decina” chiarisce la docente.

La mancanza d’insegnanti nell’Istituto, secondo Matilde è dovuta sì ai precari che non vengono stabilizzati dal Governo, ma anche particolare alla carenza di insegnanti di sostegno. E poi c’è un ulteriore problema: il fatto che l’Istituto non possa più utilizzare i docenti di potenziamento affidati alla scuola, che secondo la normativa del 2015 possono essere adoperati dal dirigente scolastico per effettuare le sostituzioni dei docenti assenti per la copertura di supplenze temporanee fino a dieci giorni. “I docenti di potenziamento infatti sono già stati utilizzati per offrire a tutti gli studenti la possibilità di far parte di classi a tempo pieno, e cioè non da 27 ore, come stabilito dalla riforma Gelmini, ma da 40” commenta Matilde.

Ora la docente si trova di fronte ad un’incognita: cosa fare da mercoledì con l’organizzazione dell’orario? “La soluzione può essere continuare con le insegnanti trovate sinora, oppure continuare a cercare di trovare qualcuno disponibile in extremis a fare lezione giovedì e venerdì. Poi per la settimana prossima si vedrà” afferma Matilde. ”È la prima volta che mi trovo a lavorare così sempre sul filo del rasoio. Mi trovo davvero a programmare le attività di giorno in giorno” dice un po’ sconsolata. Ed è per questo che lei, come gli altri docenti dell’istituto, ritengono che questa volta, il ritorno in aula avrebbe potuto essere posticipato. “Anche solo di due settimane, per smaltire i contagi avvenuti durante le feste. Certo considero tutte le difficoltà della Dad, ma ora la situazione è troppo dura e non so come cavarmela” conclude.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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