In tema di Green Pass l’immunologo ribadisce che i test rapidi sono attendibili solo al 60%

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Il membro del Cts Sergio Abrignani
Il membro del Cts Sergio Abrignani

Il membro del Cts Sergio Abrignani del Cts non vede affatto quell’operazione come impossibile, anzi la auspica per fronteggiare con raziocinio la quarta ondata di covid in Italia alla luce delle nuove regole che stanno scaturendo dal summit fra Governo e Regioni: “I controlli sui Green Pass vanno fatti a campione anche sui mezzi pubblici”.

Abrigani e i controlli sui Green Pass: la linea “comune” fra Governo e Regioni

E in tema di Green Pass e criteri diagnostici per ottenerlo l’immunologo dell’Università Statale di Milano, componente del Comitato tecnico-scientifico ha ribadito in una intervista al Corriere della Sera che i test rapidi sono attendibili solo al 60%. Abrignani ha spiegato innanzitutto che a suo parere la vera notizia è che “i presidenti di Regione, di destra e sinistra, abbiano compreso tutti che adesso più che mai c’è bisogno di unità e di strategie forti”.

Controlli sui Green Pass, per Abrignani vanno fatti sui mezzi pubblici a campione

Quello di Abrignani è quindi un plauso ad una organicità di condotta ritrovata al di là delle varia “ricette” politiche di governo territoriale di secondo livello. E in tema di Green Pass inteso come viatico per un accesso ampliato ad una rosa di servizi Abrigani non ha dubbi. Il tema di trasporti, autobus e treni a breve percorrenza è centrale e i controlli sono auspicabili ma difficoltosi. Perciò “il controllo esteso su tutti i mezzi pubblici locali è impossibile, ma quelli a campione sono ugualmente un deterrente per chi viola le regole, come per il possesso del biglietto. In questa fase, sono a favore di tutto ciò che possa mitigare il rischio di diffusione dell’infezione”.

Non solo controlli sui mezzi pubblici, ma no al Green Pass come esito del tampone rapido

Un altro tema caldo è quello dell’abolizione del Green Pass come esito esclusivo di un est antigenico rapido negativo. La risposta di Abrignani è stata indiretta ma chiarissima: “Sappiamo che è meno sensibile di quello molecolare: il 60-65% della sensibilità contro il 99%. Significa che un terzo degli infetti non vengono intercettati. I dati li conosciamo bene”.

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