Tempesta Vaia, Luca Zaia: “Abbiamo dato una lezione all’Italia intera”

tempesta Vaia

La tempesta Vaia nell’ottobre-novembre 2018 si è abbattuta sul Veneto con venti fortissimi e violenti piogge. Ci furono vittime e danni per quasi 5 miliardi di euro, di cui oltre la metà in Triveneto. Si tratta di una delle peggiori catastrofi naturali che abbiano colpito l’Italia in tempi recenti. A distanza di un anno Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, ha pubblicato un video che testimonia i danni e i lavori fatti durante gli ultimi mesi, ringraziando i suoi cittadini e i volontari giunti da ogni città.

Tempesta Vaia, le parole di Zaia

L’allarme è stato lanciato alle ore 14 del 26 ottobre scorso dalla protezione civile della Regione Veneto. Immediata l’allerta rossa di elevata criticità di rischio idraulico ed idrogeologico. In Veneto le zone dell’Agordino, del Cadore, del Feltrino, del Comelico, e del Vicentino (Altopiano di Asiago) sono state le più colpite. Straripati i fiumi Piave e Brenta. Frane, smottamenti e torrenti esondati nei territori di montagna. Tracimato anche il Lago di Alleghe. Diverse fabbriche e istituti scolastici sono rimasti chiusi per giorni. Il vento ha raggiunto raffiche di 192 chilometri all’ora. E sempre in Veneto sono stati rasi al suolo migliaia di alberi, con conseguenti black out delle linee elettriche, alcuni dei quali sono stati risolti solo dopo una decina di giorni.

A distanza di un anno, sono ben 16.500 gli alberi adottati in crowdfunding da cittadini, istituzioni e privati di tutta Italia. Gli alberi verranno piantati tra Veneto, Trentino e Friuli, le aree colpite dalla tempesta Vaia, la quale ha interessato anche la Lombardia.

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Dal suo profilo Facebook, anche Luca Zaia ha ricordato quanto accaduto nel suo territorio e ringraziato chi ha proseguito con determinazione per risanare un territorio fortemente devastato dal maltempo.

tempesta Vaia

Il post di Luca Zaia

“Un anno fa in queste ore giungevo nel Bellunese per la prima stima dei danni dopo la tempesta Vaia. Il primo vivido ricordo che ne ho, è quello di un papà che da Agordo – con le strade impraticabili o distrutte – era arrivato a piedi fino a Rocca Pietore in cerca della figlia. L’aveva trovata sul tetto della loro casa, devastata dal fango. Lei era salva”. Comincia con questo ricordo il post pubblicato da Zaia sul suo profilo Facebook nel pomeriggio di martedì 29 ottobre.

Quindi ha continuato: “Nelle popolazioni colpite ho trovato silenzio, dignità, determinazione e positività. Nessuno si è lamentato, nessuno ha atteso aiuti seduto su un muretto lungo la strada. Ho visto anziani spalare il fango e rimuovere detriti”. Poi la grande soddisfazione: “Un anno fa abbiamo dato una lezione all’Italia intera, ancora una volta, una lezione da veneti e da genti di montagna. Montagna dove, per giorni, mancavano luce, telefono, collegamenti, acqua. E nessuno si lamentava”.

Non sono mancati i ringraziamenti: “Lasciatemi dire un grazie riconoscente a tutti i volontari, alle colonne mobili venute da tutta Italia, alla rete di protezione civile, ai vigili del fuoco, alle Istituzioni tutte, ai cittadini che hanno donato anche solo con un sms o con 5 euro versati nel conto corrente “Veneto in ginocchio”. Grazie ai 115 sindaci eroi, alle forze di soccorso, ai soggetti attuatori, a chi si è messo a disposizione in modo trasversale per il bene comune, al mondo della comunicazione prima di tutto locale che ha portato all’attenzione del Paese cosa ci stava succedendo. Un anno fa il POPOLO VENETO veniva chiamato ad aiutare, e ancora una volta non si tirava indietro!”. Ad accompagnare la lunga didascalia, un video di Veneto Strade Spa.