Tennis: Djokovic re a Wimbledon per la sesta volta, non basta un grande Berrettini (3)

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(Adnkronos) – Nel terzo game del terzo, grazie a un passante di rovescio in allungo e a un braccio di ferro vinto sulla diagonale di quello stesso colpo Djokovic ha strappato la battuta all’azzurro. Sul 3-2 in suo favore il serbo si è tolto d’impaccio da una delicata situazione, cancellando due palle consecutive per il contro-break. Con la solidità che lo caratterizza Nole – alla settima finale a Wimbledon dove ha trionfato già nel 2011, 2014, 2015, 2018 e 2019: l’unico riuscito a batterlo in una sfida per il titolo sul Centre Court è stato “Sir” Andy Murray nel 2013 – ha saputo conservare il prezioso vantaggio, così da far suo il set (64) grazie a un errore di diritto di Berrettini.

Nella quarta partita sul 3-3 è stato il campione in carica – nel game precedente bravo a risalire da 0-30 – a procurarsi la prima opportunità di break, convertita grazie al terzo doppio fallo del romano. Un break confermato da Djokovic (5-3), che nonostante la tenace resistenza di Matteo ha chiuso la contesa al terzo match point (rovescio in rete dell’azzurro), liberando la sua gioia lasciandosi cadere sull’erba londinese. Djokovic ha quindi trionfato lasciando per strada due set soltanto in questa edizione del torneo (il precedente glielo aveva strappato il giovane britannico Jack Draper).

Tantissimi applausi, comunque, di tutto il pubblico del Centre Court per Berrettini, protagonista di un autentico exploit alla terza partecipazione ai “The Championships”: ha superato in quattro set all’esordio l’argentino Pella, n.59 ATP, uno che sull’erba ci sa giocare, si è ripetuto in tre sul lucky loser olandese Van De Zandschulp, n.139 del ranking, ed ha riservato lo stesso trattamento allo sloveno Bedene, n.64 del ranking (100esimo successo nel tour maggiore per Matteo) e negli ottavi al bielorusso Ivashka, n.79 ATP, prima di superare in quattro set il canadese Auger Aliassime, n.19 ATP e 16esima testa di serie. Ma il capolavoro lo ha fatto in semifinale contro il polacco Hurkacz, n.18 del ranking e 14 del seeding, superato anche lui in quattro set, diventando il primo azzurro di sempre a spingersi fino all'ultimo atto nel "Tempio".

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