Tennis: Ljubicic, 'Federer un vincente che ha cambiato lo sport'

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Roma, 15 set. – (Adnkronos) – "Io voglio pensare che dobbiamo festeggiare una carriera, non è un momento triste perché, comunque, è ormai da più di un anno che non gioca. È un momento triste, ma di una carriera fantastica, che dobbiamo assolutamente festeggiare. Ovviamente, io lo sapevo da un po’ di tempo, ma lui vorrebbe, comunque, giocare la Laver Cup. Adesso vediamo quanto e come, ma ha deciso di dire basta, perché ha fatto di tutto per poter tornare a vincere, che è quello che interessa a Federer. Noi lo ricordiamo e lo conosciamo come un giocatore elegante ma lui è soprattutto un vincente. Roger è eleganza però, ha vinto tantissimo. Quando parliamo di Roger, i numeri non sono la prima cosa che viene in mente. Indubbiamente, ci sono numeri spaventosi ma lui ha cambiato lo sport, ha alzato l’asticella, tutti lo hanno inseguito, Nadal, Djokovic, anche Murray, che si sono dovuti migliorare a livelli incredibili per potergli stare dietro. Diciamo che lui è stato quello che ha rotto il ghiaccio e, poi, sono venuti tutti gli altri e, come normale che sia, lo hanno anche superato con certi numeri". Queste le parole di Ivan Lujbicic, ex numero 3 del mondo e ultimo allenatore dei Roger Federer in merito al ritiro del campione svizzero annunciato oggi.

"Lui è stato il primo a dominare per 52 settimane all’anno, quello che ha fatto vedere a tutti che si può vincere sempre, su 18 Slam giocati di fila, 17 sono state le finali, una continuità impressionante -ricorda il 43enne croato ai microfoni di Sky Sport-. Lui ha portato la continuità, ha trovato un tennis bello e lo sta lasciando altrettanto bello, perché anche lo stesso Alcaraz, che è il numero uno del mondo, gioca un tennis spettacolare e fa molto piacere anche guardarlo. Lui non lascerà lo sport, sarà sempre attaccato, farà sempre qualcosa e sarà sempre dentro a questo sport, perché tutto quello che ha, oltre alla famiglia, lo deve proprio al tennis e lui sente questo amore".

Ljubicic si esprime poi sull'epoca dei Fab Four. "Sapevano che sarebbe arrivato il momento in cui questi quattro si sarebbero persi un po’ per strada. Roger è il più vecchio ed è normale che si ritiri per primo. Quello che è riuscito a fare per durare così tanto, non era pensabile tanto tempo fa. Io mi sono ritirato a 33 anni e mi sentivo vecchio, Roger a 41. Hanno veramente alzato l’asticella in tutti i modi possibili e immaginabili. Tutti saranno tristi nel non vederlo più giocare il tennis competitivo. Lui nel messaggio ha detto che giocherà ancora, ma non negli Slam e nel Tour. Lui ama troppo il tennis per smettere di giocare. Lui ha dimostrato che si può vincere a oltre 40 anni, che si può vincere a 36. È stato quello che ha veramente cambiato lo sport".