Tensione a Bogotá, violato il coprifuoco

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Notte di tensione a Bogotá, la capitale della Colombia, dopo che ieri la polizia ha sparato gas lacrimogeni e granate assordanti per disperdere la folla scesa in piazza contro il governo del presidente Ivan Duque, che - nel tentativo di arginare le proteste - ha annunciato l'avvio di un "dialogo nazionale" la prossima settimana. Dopo le notizie di saccheggi nella capitale e attacchi alle forze di sicurezza, il sindaco Enrique Penalosa ha imposto il coprifuoco notturno. Tuttavia, riporta la 'Bbc', numerosi manifestanti hanno sfidato il provvedimento riunendosi davanti all'abitazione di Duque. 

Da giovedì la Colombia è teatro di manifestazioni antigovernative, che hanno visto centinaia di migliaia di persone sfilare nella capitale e riunirsi in Piazza Bolivar, contro la corruzione, la privatizzazione delle aziende pubbliche e possibili modifiche al salario minimo e alle pensioni. Il governo sostiene che le pensioni non saranno toccate e che eventuali modifiche saranno decise insieme ai sindacati. Sempre secondo la Bbc, tre agenti di polizia sono morti nell'esplosione di un ordigno in un commissariato di Santander de Quilichao, nella provincia sudoccidentale di Cauca, una zona famigerata per il traffico di droga. Non è chiaro se l'episodio sia in qualche modo legato alle proteste. 

Amnesty International ha invocato la "fine della repressione" e dell'"uso eccessivo" della forza nelle proteste in Colombia, chiedendo allo stesso tempo alle autorità di garantire i diritti umani dei manifestanti. "Invece di replicare le tristi scene di repressione violenta che abbiamo visto in gran parte della regione negli ultimi mesi, il governo del presidente Ivan Duque deve garantire il diritto legittimo delle persone a manifestare pacificamente", ha affermato il direttore di Amnesty per le Americhe, Erika Guevara, riferendosi ai fatti accaduti di recente in Cile e Bolivia. "Le autorità colombiane devono porre fine alla violenta repressione delle manifestazioni, all'uso eccessivo della forza e alle detenzioni arbitrarie", ha aggiunto. Secondo Amnesty, le proteste in Colombia rappresentano "una rivendicazione legittima dei diritti umani".