Tensione Pd su Lega,Nazareno smentisce appoggio esterno a Draghi

Red
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Roma, 6 feb. (askanews) - Nel giorno della conclusione del primo giro di consultazioni del presidente incaricato Mario Draghi, il Pd vive ore ad alta tensione, a causa del possibile ingresso in un governo di cui farebbe parte anche la Lega. Stamani, infatti, Matteo Salvini ha aperto "senza veti" alla presenza del Carroccio nell'esecutivo e la concreta possibilità di trovarsi in maggioranza insieme all'arcinemico sovranista ha fatto storcere il naso a qualche esponente Dem, tanto che in mattinata sono circolati rumors su un eventuale appoggio esterno. Ipotesi, questa, che ha fatto fibrillare i parlamentari e le correnti, con sospetti e accuse incrociate espresse in telefonate e chat.

Una situazione che ha costretto il Nazareno a intervenire con una nota. "Sono totalmente infondate le notizie su orientamenti assunti su eventuale appoggio esterno al Governo", si legge nel comunicato diramato nel primo pomeriggio, in cui si ribadisce che "la posizione del Pd è stata votata dalla direzione nazionale all'unanimità e illustrata ieri al professor Draghi" e resta dunque di sostegno al tentativo dell'ex numero uno della Bce, sotto la regia di Sergio Mattarella.

Una precisazione evidentemente necessaria, dato che viene sottolineata da varie anime Dem, a partire dalla corposa minoranza di Base riformista, che fa capo a Lorenzo Guerini e Luca Lotti. "L'appoggio esterno del Pd è una falsa notizia - twitta il capogruppo al Senato Andrea Marcucci -. La nostra posizione e le nostre priorità sono note. Se la Lega cambia idea, diventa europeista e capisce che ha sbagliato per anni, meglio per tutti". Anche il collega della Camera Graziano Delrio ribadisce il pieno sostegno del partito: "Per il Pd l'interesse del Paese è la bussola. Occorre sconfiggere l'emergenza sanitaria, sociale e economica. Per questo sosteniamo lo sforzo di Draghi con convinzione piena e assoluta collaborazione".

Incidente chiuso, dunque, almeno per il momento. Ma il tema sembra esserci e potrà, eventualmente, essere oggetto di chiarimento. "Magari per parlare di appoggio esterno è presto, ma se davvero dobbiamo andare al governo con Salvini, i nostri ministri accanto ai suoi, sarà necessario confrontarsi", spiega un esponente di rango dei Dem. Facendo capire che la questione non è di quelle che passano senza lasciare ferite.