Tensioni e polemiche sull'asse Washington-Parigi

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L'annuncio di un accordo per la DIfesa tra Usa, Gran Bretagna e Australia allarma la Cina (per la minaccia potenziale sullo scenario regionale) e infuria la Francia (che si vede sfilare un contratto da 30 miliardi per la fornitura a Canberra di 12 sottomarini). Parigi ha definito l'accordo una "pugnalata alla schiena", mentre il capo della politica estera europea Josep Borrell ha auspicato che l'Unione impari a "sopravvivere da sola".

Intanto da Washington, più che rivedere le proprie scelte, l'amministrazione Biden prova ad attenuare i contrasti. Antony Blinken, segretario di Stato USA: "Accogliamo con favore i paesi europei che giocano un ruolo importante nell'Indo-Pacifico. Vogliamo continuare la stretta cooperazione con la NATO, con l'Unione europea e altri in questo sforzo. La Francia, in particolare, è un partner vitale su questa e molte altre questioni, che risalgono a generazioni addietro, e vogliamo trovare ogni opportunità per approfondire la nostra cooperazione transatlantica nell'Indo-Pacifico e nel mondo".

Posizioni diplomatiche che non bastano a placare l'irritazione della Francia, soprattutto per il fatto di essere stata tenuta all'oscuro dell'accordo tripartito. Una circostanza tuttavia negata da Washington. "Erano a conoscenza dell'accordo prima dell'annuncio", afferma Jen Psaki, portavoce della Casa Bianca.

Ad oggi la Francia resta la sola nazione europea ad avere possedimenti territoriali significativi nella regione del Pacifico, dopo la retrocessione di Hong Kong dalla Gran Bretagna alla Cina, nel 1997.

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