Teramo, evadevano il fisco per finanziare il terrorismo islamico

L'Aquila, 7 set. (askanews) - Emergono particolari inquietanti dalle intercettazioni ambientali effettuate nel Teramano da Carabinieri del Ros a Gico della Guardia di Finanza dell'Aquila nell'ambito dell'operazione denominata Zir, con la quale è stato sgominato un gruppo di 10 persone (8 tunisini e 2 italiani) indagate per reati tributari e autoriciclaggio; in pratica evadevano il fisco per finanziare il terrorismo internazionale.

"Loro uccidono i nostri figli e noi uccidiamo i loro figli", dicono i sospettati, parlando degli attentati di Parigi. "Loro uccidono le nostre donne e noi uccidiamo le loro".

Le indagini della Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo dell'Aquila hanno accertato che i sospetti, tramite alcune società di rifinitura edilizia e commercio di tappeti, formalmente intestate a "prestanome" ma di fatto gestite da un unico soggetto, capo indiscusso del gruppo, creavano artifizi contabili per distrarre ingenti somme di denaro dalle società.

Determinante il ruolo di una commercialista torinese che ha predisposto la contabilità per "mascherare" gli illeciti tributari, tra i quali l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti (molte delle quali "autoprodotte"), per oltre 2 milioni di euro.

Le intercettazioni hanno permesso di ricostruire il legame dei sospetti con l'organizzazione radicale islamica Al-Nusra, definita "l'esercito dell'Islam", un'"organizzazione buona", appoggiata da Stati come Qatar e Arabia Saudita.

Tra gli arrestati c'è anche l'imam della moschea Dar Assalam di Martinsicuro (Te).