Terra dei fuochi, don Patriciello: 'oggi giorno di lutto, chi si porta oggi sulla coscienza questi morti?'

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"Oggi, per quanto possa sembrare strano, è un giorno in cui veramente abbiamo il cuore a lutto. Mi chiedo chi si porta sulla coscienza tutte queste morti che si potevano evitare, la soddisfazione personale di dire 'avevo ragione' mi mortifica. Sono anni che andiamo gridando qualcosa che guardiamo con i nostri occhi, non siamo scienziati, ricordo quando qualcuno faceva dell'ironia. Ma io ho due fratelli che sono morti di cancro, sono morti tra le mie braccia e non è che qualcuno me li ha raccontati. Ai bambini che sono morti nella mia parrocchia ho fatto il funerale, non è che qualcuno me lo ha detto. E allora il testimone oculare, che vive in un luogo, deve essere ascoltato". Don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano e simbolo della lotta alla terra dei fuochi commenta con tono amaro all'Adnkronos il report che riconosce il collegamento dei tumori ai rifiuti per anni accumulati in quel lembo di terra a cavallo tra Napoli e Caserta.

"In questi anni abbiamo alzato la voce coinvolgendo tutti, politici, medici per l'ambiente, abbiamo coinvolto la chiesa di Napoli, con il cardinale Sepe, con la mia diocesi di Aversa. A Napoli eravamo 100mila persone, un fiume in piena che si è riversato in piazza. Queste persone vanno ascoltate - incalza - ma i negazionisti sono terribili, lo abbiamo visto anche ieri con le Foibe, dopo 76 anni c'è ancora gente che nega, nega, nega. Pensare che il presidente della Regione (Vincenzo De Luca, ndr) ha annullato la commissione sulla Terra dei Fuochi, non esiste più in Regione Campania, non ha ritenuto di doverla ripristinare. Noi ancora abbiamo il successore di Donato Cafagna che fu il commissario straordinario per i roghi tossici inviato all'epoca dal ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri. Questa l'assurdità: mentre il governo centrale manda un commissario in Campania su un problema specifico, la Regione Campania ritiene che il problema sia ordinario al punto da poter esser gestito da altre commissioni".

Da qui, dunque, la disillusione e l'amarezza. "Ecco perché per me oggi non è un giorno di vittoria ma un giorno di lutto - spiega don Patriciello - Il risultato di quanto emerso dal report lo abbiamo sempre saputo, anche quando i negazionisti ci chiamavano allarmisti o qualcuno ci accusava di aver rovinato l'economia campana per quanto riguarda l'agricoltura: abbiamo sempre avuto sotto gli occhi, e l'abbiamo tuttora, la realtà dei fatti e mai nessuno mi avrebbe convinto del contrario. Ora non è più un prete, non sono più i volontari o le mamme che hanno perso i figli a ribadire una realtà, adesso che le cose le dicono la Procura di Napoli Nord, il dottor Greco al quale va il mio ringraziamento personale, e l'Istituto Superiore di Sanità, dovranno cambiare per forza".

Ma don Patriciello crede davvero che qualcosa, ora, possa finalmente cambiare nella abbandonata terra dei fuochi? "Qui è il meridione, cosa è più facile da dire se non negare e quindi ridicolizzare? - risponde - Quando non è stato più possibile negare si è cominciato a ridimensionare. Nella sua prima campagna elettorale per arrivare ad essere il nostro governatore, De Luca disse che in due anni avrebbe risolto il problema di Taverna del Re, una località di Giugliano in Campania dove sono stati ammassati 6 milioni di tonnellate di rifiuti. Sono passati anni, lui è stato eletto, e quell'immondizia sta ancora lì. Adesso mi aspetto che quando arriveranno i fondi siano spesi per davvero. In questi anni abbiamo fatto centinaia di convegni, ho girato l'Italia in lungo e in largo, ho scritto libri, centinaia di articoli: chi legge può pensare 'chissà che cosa si sta muovendo'. Eppure qui non si è mosso proprio niente". (di Silvia Mancinelli)